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La scuola in un click
Aggiornato: 17 min 6 sec fa

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, tempistica e modelli. Con [VIDEO]

2 ore 5 min fa
Tempistica

Le domande di utilizzazione e assegnazione provvisorie a.s. 2019/20 vanno presentate dal 9 al 20 luglio 2019.

Ricordiamo che il personale docente presenta le domande tramite il portale Istanze Online.

Chi presenta domanda cartacea

Come detto sopra, il Miur ha pubblicato un Avviso indicando chi deve presentare la domanda di assegnazione provvisoria e utilizzazione in modalità cartacea:

  • personale ATA
  • personale docente di Religione Cattolica;
  • personale educativo;
  • personale docenti licei musicali;
  • docenti assunti DDG 85/2018 (FIT, che possoon presentare solo domanda di assegnazione provvisoria).
Modelli

Questi i modelli cartacei da utilizzare, pubblicati sul sito del Miur:

Assegnazioni provvisorie: come si compila la domanda, info per ogni sezione. Scade 20 luglio [GUIDA UIL e OS]

Utilizzazioni, domanda dal 9 al 20 luglio. [GUIDA UIL e OS]

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Abolizione chiamata diretta, Senato dà il via

2 ore 10 min fa
Eliminazione chiamata diretta

Il provvedimento costituito da un solo articolo modifica la legge della buona scuola, abolendo l’istituto della chiamata per competenza dei docenti, cosiddetta chiamata diretta, in quanto considerato eccessivamente discrezionale, ed elimina il riferimento agli ambiti territoriali del ruolo.

Dopo l’approvazione della legge l’assegnazione dei docenti, con la nuova norma, avverrà per singole istituzioni scolastiche, i vincitori di concorso sceglieranno in base alla graduatoria i posti disponibili nella Regione.

Il via in aula arriva dopo il passaggio in VII Commissione cultura, come era stato annunciato dall’autrice del progetto di Legge, l’Onorevole Granato.

Fedeli: non andava eliminata, era una opportunità

Diversa la posizione dell’ex Ministro Valeria Fedeli che ai nostri microfoni ha difeso la chiamata diretta.

“Era stata critica, ma con i sindacati si era raggiunta una intesa per non rendere la chiamata discriminatoria. Estremizzando la soppressione non si tiene conto delle evoluzioni importanti dell’autonomia e della qualità dell’offerta formativa. Si è fatta una scelta estrema che riporta la discussione sull’eliminazione delle opportunità, così non si superano le differenze che continuano ad esserci.”

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Concorso ordinario infanzia e primaria: cosa studiare

2 ore 55 min fa
Chiede una nostra lettrice Sono una diplomata magistrale 97 e vorrei partecipare al concorso per l insegnamento alla scuola primaria. Non ho nessun tipo di esperienza nei concorsi pubblici. Ho insegnato tramite mad l anno scorso e pochi giorni quest’ anno. Vorrei essere informata sul da farsi  Ringrazio anticipatamente per la vostra collaborazione. La domanda di partecipazione La domanda di partecipazione potrà essere presentata solo dopo la pubblicazione del bando. Per il bando il Ministro Bussetti ha dato come data il mese di maggio, ma non c’è ancora la conferma. La domanda sarà telematica, su Istanze on line. Se non hai mai fatto accesso, puoi già procedere alla registrazione. I requisiti di accesso
  • Possono partecipare al concorso per posti comuni gli aspiranti in possesso di uno dei seguenti requisiti:
    • diploma magistrale e diploma sperimentale a indirizzo linguistico conseguiti, presso gli istituti magistrali, entro l’a.s.2001/02 oppure analogo titolo estero riconosciuto in Italia
    • laurea in Scienze della Formazione o analogo titolo estero riconosciuto in Italia

    Per i posti di sostegno è, inoltre, richiesta la specializzazione.

Non è richiesto servizio di insegnamento per l’accesso.

Corso di preparazione Concorso a cattedra ordinario Infanzia e Primaria

Concorso ordinario infanzia/primaria: prove e valutazione titoli

Il concorso si articola in:

  • eventuale prova pre-selettiva (qualora le domande di partecipazione siano superiori a tre volte il numero dei posti)
  • prova scritta
  • prova orale
  • valutazione titoli

Per quanto riguarda i titoli, questa la tabella

Le commissioni dispongono di 100 punti40 per la prova scritta; 40 per la prova orale20 per i titoli.

Le prove saranno selettive.

Cosa studiare

Non è stato ancora diramato l’allegato A con i contenuti, ma un buon punto di partenza è rappresentato dal concorso a cattedra del 2016. Qui l’allegato con prove e programmi di esame.

Le immissioni in ruolo

Avverranno da settembre 2020. Al concorso spetta il 50% dei posti (l’altro 50% alle GaE). Di questo 50%

  • 25% al concorso straordinario
  • 25% al concorso ordinario

Nel frattempo si attende l’esito degli emendamenti al DL Concretezza per prorogare di uno o due anni le attuali graduatorie del concorso 2016, per fornire ancora prospettive di assunzione ai docenti idonei.

Corso di preparazione Concorso a cattedra ordinario Infanzia e Primaria

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Stipendio supplenti: per alcuni manca maggio e giugno. E intanto con cosa si vive?

3 ore 4 min fa

Monta la protesta sui social per un problema annoso: fondi incapienti e ritardi nell’assegnazione dello stipendio ai supplenti temporanei.

I docenti lamentano di trovare sulla propria pagina personale “risorse in corso di assegnazione” ma poi non vedono il pagamento per maggio e giugno.

NoiPa da parte sua non può che prendere atto della situazione e ricordare qual è l’iter per l’accredito dello stipendio.

Stipendio supplenze temporanee. Quanto tempo passa dal contratto, le emissioni speciali e l’accredito

Una situazione che getta nello sconforto i docenti interessati, alle prese anche con la domanda di disoccupazione, con lo sguardo puntato verso le supplenze del prossimo anno scolastico, che si annunciano numerose.

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Concorso straordinario, ho preso zero ma insegno da vent’anni. Umiliata e infastidita

3 ore 25 min fa
Il concorso non è selettivo

Il concorso, in quanto straordinario, non ha natura selettiva. Tutti i partecipanti, previo svolgimento della prova orale, saranno inseriti in graduatoria e indipendentemente dal punteggio, saranno assunti a tempo indeterminato. La graduatoria è infatti ad esaurimento.

Ne abbiamo parlato in Concorso straordinario infanzia e primaria, anche chi ha preso zero alla prova sarà immesso in ruolo

Alcune docenti ci hanno scritto dicendo che il punteggio “zero” era stato determinato dal mancato svolgimento della prova per protesta da parte degli insegnanti.

Una maestra ci racconta però che il suo voto è stato dato dalla commissione dopo lo svolgimento della prova

Mi è stato dato zero. Posso solo aggiungere che che insegno da 20 anni e ho imparato che durante una qualsiasi interrogazione faccio parlare, mi confronto, spiego gli eventuali errori e valuto il materiale a supporto che mi viene portato anche se non obbligatorio.
Questi aspetti, che reputo fondamentali, durante il mio esame, a mio giudizio, sono venuti meno.
Chiaramente è una mia opinione e come tale lascia il tempo che trova ma sembra che altre mie colleghe abbiano avuto esperienze simili a ***
Francamente oggi mi sento umiliata e infastidita perché trovo che il rispetto della persona sia considerato un dettaglio

Cosa può essere accaduto? Una prova non valuta venti anni di insegnamento, o venti anni di insegnamento non sono sufficienti per una prova non selettiva?

La commissione non ha saputo valorizzare la commissione? La docente non ha saputo esprimere il meglio?

Certamente comprendiamo lo stato d’animo della collega, la frustrazione che ne segue, giusto o sbagliato che sia stato il giudizio espresso.

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Boom di bocciature, promozione non deve essere scontata. Lettera

3 ore 30 min fa

Se un alunno non si è impegnato, non ha studiato, non ha mai svolto i compiti in classe e a casa, è stato indisciplinato, non ha rispettato le regole impartite dal regolamento d’istituto perché deve essere promosso?

Non è affatto una cosa scontata la promozione, ma il risultato finale di un intero anno scolastico. “Tu non studi e io ti devo promuovere”, direbbe un insegnante.

Non esiste proprio e non esiste promozione che tenga di fronte a risultati del tutto negativi. La promozione si conquista non si regala!

I genitori che di fronte all’esito della non ammissione alla classe successiva del proprio figlio vanno in tutte le furie e corrono velocemente dagli avvocati per far valere tutti i diritti non vogliono la crescita formativa, culturale ed intellettuale dei figli, ma soltanto farlo contento con una promozione non “sudata” ma regalata.

Il figlio in questo modo crescerà capendo che nella vita tutto è dovuto: basta una “conoscenza”, una “segnalazione” da parte di qualche e così anche di fronte a risultati negativi vai avanti.

Il ragazzo sarà uno sconfitto dalla vita perché troverà sempre un ostacolo che non riuscirà a superare. Ed ecco che subentra l’angoscia, la depressione con conseguenze anche gravi. I genitori non devono mettere sempre i “paracadute” ai figli affinchè non si facciano male. Invece no. Devono provare anche la sofferenza della sconfitta e capire le ragioni per migliorare.

“Mi hanno bocciato? Me la sono meritata. L’ anno prossimo mi impegnerò di più per essere promosso”. Così direbbe un alunno responsabile e coscienzioso.

E invece no. “Ti hanno bocciato? Direbbero i genitori. Ora andiamo dall’avvocato e facciamo ricorso. Così il Consiglio di Classe capirà che ti hanno fatto del male.

Molti padri e madri, purtroppo, non sanno che la bocciatura non la determina il singolo docente, ma viene decisa all’unanimità o a maggioranza dal Consiglio di Classe.

Occorre modificare alcune norme come quella di rendere insindacabile la decisione della bocciatura da parte del Consiglio di Classe. Sarebbe una cosa buona. Sarà difficile perché scenderebbero in campo tutti i pedagogisti, contrari alla bocciatura e sempre favorevoli alla promozione.

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Vecchioni: latino e greco, un’arma potentissima. E alle nipotine racconta favole e miti

3 ore 50 min fa

Trasmettere la passione per i greci e i latini –  dice Roberto Vecchioni nell’intervistaè il tema della mia vita, ho sempre avuto voglia non solo di apprenderle ma anche di ridarle quelle cose, per questo ho insegnato trent’anni lettere classiche. Quello che cerco di far capire che il greco e il latino non sono esercizi da tradurre, ma un mondo da scoprire. La conoscenza fa star bene, è un’arma – segreta – in più.”

E a fine intervista, il cantautore si riscopre nonno attento alla formazione delle nipotine.

Con i miei figli ho dato tantissimo nei colloqui, nelle discussioni, con le mie nipoti regalo favole, che sono importantissime, e loro hanno una straordinaria propensione per la lettura. Gli ho già raccontato l’Iliade e l’Odissea.”

La sera, dopo mangiato, quando siamo in campagna, mi dicono “nonno, vorremmo sentire una storia”. Una nuova, o magari una di quelle che hanno già sentito, e che vogliono risapere. Come il mito di Narciso, il loro preferito, che si specchia nell’acqua e ci cade, la ninfa Eco lo ama ma perde pian piano la voce…

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Abilitazioni in Romania, Miur dovrà chiarire se i ricorrenti possano insegnare in Romania

4 ore 27 sec fa

ed infatti a ben vedere contrariamente all’indirizzo intrapreso precedentemente dalla sezione che aveva ritenuto la questione matura per una decisione con sentenza breve, tale ordinanza manifesta certamente seri dubbi sulla fondatezza della tesi del MIUR circa la inidoneità dei titoli acquisiti in Romania ai fini abilitanti; il Collegio infatti, a seguito della discussione del 16 luglio 2019 nella quale la difesa ha sostenuto, tra l’altro, la erronea applicazione al caso di specie della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea C- 110 del 2001 sentenza Thenah Durez del 2003 e sentenza Hannes Preindl C-675 del 2017 , menzionate nelle prime pronunce della III° sez. BIS, poichè si riferiscono esclusivamente alla professione medico-chirurgica a cui si applica il meccanismo di “ riconoscimento automatico e incondizionato dei titoli, a differenza di quanto previsto per la professione docente , circostanza peraltro confermata dallo stesso avviso 5636/2019 del MIUR il Presidente della Sez. III Bis, in controtendenza con le pronunce negative di questi giorni, ha rinviato al 1 agosto 2019 l’udienza di decisione, “ritenuto necessario che il MIUR chiarisca se il ricorrente possa insegnare in Romania con il titolo conseguito, ha ordinando allo stesso il deposito di una relazione a chiarimento entro 15 giorni.

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Concorso estero: pubblicate graduatorie docenti, ATA e Dirigenti Scolastici

4 ore 35 min fa

Le graduatorie hanno validità di sei anni e, in ogni caso, fino
all’approvazione delle graduatorie successive.

La destinazione all’estero dei candidati avverrà ai sensi degli articoli 10, 11 e 12 del decreto dipartimentale Miur del 20 dicembre 2018, n. 2021.

Graduatorie distinte per aree linguistiche dei DIRIGENTI SCOLASTICI da inviare all’estero – Decreto Direttoriale 2020 del 20 dicembre 2018. Decreto di approvazione e pubblicazione

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Diplomati magistrale, ruolo da Gae o attendere il concorso straordinario?

4 ore 41 min fa

Questa la richiesta ricevuta in redazione

Ciao Lalla! Mi rivolgo a te come portavoce di tantissime altre mie colleghe che sono nella stessa identica situazione. Non riusciamo ad avere una risposta chiara e quindi vorrei provare a chiederti quanto segue.

Io sono una docente con diploma magistrale inserita con riserva nelle Gae con più di 3 anni di servizio: ho partecipato al concorso straordinario riservato  e quindi dovrei essere presente in entrambe le graduatorie.

Se per caso venissi chiamata a prendere il ruolo dalle Gae, potrei correre fortemente il rischio di essere licenziata e  ho sentito dire che molti sindacalisti sconsigliano di accettare il ruolo proposto dalle Gae proprio per evitare tutto questo.

Che cosa dovremmo fare allora?  Accettiamo il ruolo dalle Gae  o dobbiamo rifiutare e aspettiamo la possibilità di entrare in ruolo grazie alla graduatoria del concorso straordinario?  Grazie per l’aiuto!!!

Premessa: non esiste una risposta che risolva questo dilemma. Fermo restando che la decisione in merito rimane individuale, anche legata a condizioni personali e non solo professionali, possiamo analizzare insieme la situazione.

1) ruolo GaE provinciale – ruolo concorso straordinario regionale nello stesso anno

Si potrebbe decidere di accettare o meno in base alla provincia proposta da concorso

2) ruolo GaE con riserva – ruolo concorso a pieno titolo

I ruoli che saranno conferiti dalle GaE saranno sempre con riserva, per cui nel momento in cui arriverà la sentenza di merito negativa scatterà il licenziamento. E’ allo studio del Governo la possibilità di proroga del contratto stipulato fino a giugno 2020, ma al momento non c’è nulla di scritto.

3) ruolo GaE immediato – ruolo concorso ancora da definire, nei prossimi anni

Questa è la situazione in cui potrebbero venirsi a trovare numerosi docenti nelle prossime settimane.

L’accettazione del ruolo dalle GaE non pregiudica la possibilità di avere successivamente il ruolo da concorso straordinario. Quindi, teoricamente, si possono tentare entrambe le strade, consapevoli del fatto che l’accettazione con riserva da GaE comporta un percorso “accidentato”.

Tra qualche giorno saranno pubblicate dagli USR le istruzioni operative e la ripartizione del contingente per provincia e classe di concorso.

Ricordiamo che possono essere utilizzate per i ruoli le graduatorie del concorso straordinario infanzia e primaria pubblicate entro il 30 luglio 2019.

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PAS, tutti i docenti con requisiti potranno partecipare. Per il concorso due limiti

5 ore 10 min fa

All’interno l’attivazione del PAS e del concorso straordinario per la scuola secondaria, primo atto del piano Bussetti per rispondere all’aumento di supplenze.

PAS corso di abilitazione per tutti i docenti con i requisiti

Requisito di accesso al PAS sono tre anni di servizio svolti nella scuola statale, paritaria o nell’obbligo formativo dell’istruzione professionale.

Potranno accedere anche i docenti di ruolo (con titolo utile all’insegnamento nella secondaria e 3 anni di servizio) e i dottori di ricerca (anche senza servizio). Non serve l’anno di servizio specifico

Tutti coloro che, con i requisiti, presenteranno domanda, dovranno avere la possibilità di accedere al corso.

Il corso sarà attivato entro l’anno 2019, ma a seconda il numero di partecipanti, potrà essere scaglionato in più anni scolastici.

Limiti per il concorso straordinario

Dei limiti invece ci sono per l’accesso al concorso straordinario, previsto per circa 24.000 posti. I 3 anni di servizio in questo caso dovranno essere stati svolti nella scuola statale, nonché uno dei tre anni di servizio deve essere specifico per la classe di concorso richiesta. Concorso straordinario secondaria, 3 anni servizio statale e un anno specifico. Requisiti e prove

Naturalmente al di là di questi limiti, sarà possibile partecipare al concorso ordinario anch’esso da bandire entro fine 2019.

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Genitori che ricorrono al Tar contro bocciature, è boom in Campania

5 ore 48 min fa
200 alunni bocciati

Secondo le stime del quotidiano, sono 200 gli studenti che a Salerno e provincia sarebbero stati bocciati. Un dato non esorbitante che ha però scatenato la reazione di alcune famiglie.

20 famiglie contestano decisione

Un numero che è pari al 10% dei bocciati e che è sintomo di un costume che si sta sempre più diffondendo: quello della contestazione dei risultati delle scuole sulla valutazione degli studenti.

Lo stesso quotidiano ricorda, ad esempio, come nei giorni scorsi il Tar di Salerno sia stato chiamato ad esprimersi sulla decisione presa da un consiglio di classe di un liceo scientifico. Con un primo round vinto dalla scuola, ma con i genitori che non si daranno per vinti e ricorreranno in appello.

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In Lombardia 40mila cattedre a supplenza

5 ore 59 min fa
40mila cattedre vuole in Lombardia

40 mila, questa la cifra delle cattedre vuote che andranno a supplenza e che, in molti casi, afferma il segretario locale, saranno coperte ad “ottobre-novembre”.

Una situazione che si aggrava rispetto allo scorso anno, quando le supplenze erano a 37mila, assegnando cattedre a persone che non avevano titolo. Ma è stato necessario”. E’ successo persino nelle scuole primarie anche se il problema principale riguarda i docenti di sostegno.

“Su 5000 posti vacanti per l’immissione in ruolo – aggiunge – l’anno scorso solo 200 sono stati coperti. I corsi di specializzazioni iniziati lo scorso anno si devono concludere e i numeri che il Ministero assegna alle università che devono fare i corsi sono insufficienti. Ripeto la situazione è esplosiva”.

Emergenza supplenze

Nel complesso, secondo stime sindacali, i posti vacanti coperti a supplenze in tutta Italia si aggireranno per il 2019/20 intorno ai 150-170.

Una emergenza che il Ministro ha già detto di star affrontando con le assunzioni e con l’avvio dei PAS e di tre concorso, uno straordinario e due ordinari.

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Torniamo alle poesie imparate a memoria? Esprimi la tua opinione

6 ore 9 min fa
Difficoltà nella comprensione

I dati invalsi 2019 hanno lanciato un allarme, il 35% degli studenti ha difficoltà nella comprensione di un testo.

Con le dovute, si intende, differenziazioni socio-economiche. Le aree, infatti, con maggiori difficoltà economiche presentano dati più bassi.

Poesie a memoria

Come risolvere il problema? La provocazione arriva da Antonio Pennacchi, “Quando eravamo ragazzini noi negli anni Cinquanta, – scrive su Repubblica – già in terza elementare cominciavano a farci studiare sul libro di lettura le poesie a memoria e sul sussidiario la storia e la geografia: gli Egizi, la Grecia, Romolo e Remo, Orazio Coclite.”

Era una scuola d’elite, ricorda, con la democrazia e il socialismo si doveva puntare verso l’alto e non eguagliare verso il basso, scrive a mo di provocazione.

E poi c’è  un altro aspetto, “ai nostri tempi, a scuola, se non studiavi ti menavano. Certe bacchettate sulle mani e schiaffoni a tutta forza in testa, mica solo alle elementari. Ancora in quinto geometri – nel 1968 – mia madre si presentava ogni volta, al ricevimento professori, a dirgli imperiosa: «Lo meni professo’, mi raccomando! Lo meni, se serve». Adesso invece pare siano i genitori, spesso, a menare i professori.”

Partecipa al sondaggio

Prove Invalsi, dati negativi nella lettura. Torniamo alle poesie a memoria? created by Poll

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SOS sulla grammatica italiana, ritorni centrale nella didattica. Lettera

6 ore 24 min fa

Si tratta di esercitazioni che un tempo funzionavano benissimo e che oggi non valgono più? Questo perché tutta la didattica “moderna” non intende sviluppare più le conoscenze ma soltanto le competenze astratte che si basate su conoscenze nulle.  E i risultati sono davvero catastrofici.

Occorre dunque ascoltare l’Sos sulla grammatica italiana! Potenziare e rafforzare in tutti i gradi dell’istruzione, specialmente in quella dell’obbligo della primaria e secondaria di I grado, lo studio della grammatica italiana per evitare che gli alunni compiano vistosi errori di ortografia.

Bisogna insistere a tutti i costi sullo studio della grammatica, morfologia e sintassi facendo imparare bene le regole della lingua con l’ausilio della teoria da applicare alla pratica, ossia in una consistente batteria di esercizi grammaticali da fornire agli alunni.

Chi ha frequentato la scuola di un tempo sa quanto era importante lo studio delle strutture linguistiche dell’italiano e i maestri elementari avevano l’abitudine di far compilare diverse pagine di quaderno sulle regole grammaticali.

Purtroppo è necessario ritornare a quel metodo pedissequo di insegnamento della lingua italiana se si ha la volontà di innalzare le conoscenze, le abilità e poi le competenze linguistiche degli studenti. La situazione è questa: vogliamo correre ai ripari?

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Didattica, cosa si può fare con Google Hangouts

6 ore 34 min fa

Si può aprire nel proprio account GMail o sul computer scrivendo hangouts.google.com.

Che cosa si può fare con Hangouts?

Con Hangouts è possibile intrattenere conversazioni video e vocali in modo semplice e veloce, come anche partecipare a videoconferenze gratuite con 10 persone contemporaneamente dal pc, dallo smartphone o dal tablet; telefonare utilizzando la rete WiFi o dati, inviare messaggi con il proprio numero di telefono Google Voice o Google fi Google Voice o Google Fi.

Hangouts è disponibile per le piattaforme mobili Android e iOS, ma anche come estensione per il browser web Google Chrome.

Nelle conversazioni è possibile inserire foto Emoji (fino a 850 Emoji) e videochiamate di gruppo gratuite.

Avviare una videochiamata

Per avviare una videochiamata è necessario accedere ad https://hangouts.google.com/, oppure aprire Hangouts dal proprio account GMail, selezionare la persona dall’elenco di Hangout oppure cercare il nome e l’indirizzo mail, poi fare clic sull’utente desiderato o sul gruppo con cui si vuole avviare una videochiamata e infine fare clic su videochiamata.

Con “termina chiamata” la conversazione viene interrotta.

Prima di avviare la prima videochiamata accertarsi che ci siano tutti i requisiti di sistema, cioè la videocamera collegata, il microfono e gli altoparlanti, dando il consenso ad Hangouts ad utilizzare la videocamera e il microfono. Le opzioni per la videocamera, il microfono e gli altoparlanti si possono modificare in qualsiasi momento durante la videochiamata.Sempre durante la videochiamata è possibile inviare messaggi ai partecipanti che però rimarranno visibili solo per un periodo di tempo limitato e solo durante la chiamata, dopo non sarà più possibile vedere i messaggi precedenti.

Conversazioni ricche di funzioni

Con Google Hangouts è possibile inviare foto o emoji, vedere quando gli altri utenti partecipano ad un hangout e inviare messaggi in qualsiasi momento anche se l’utente che riceve non è connesso ad Internet.

Altre caratteristiche

Anche passando da un dispositivo ad un altro si può visualizzare un hangout e continuare a partecipare alla conversazione oppure spostarsi da una scheda ad un’altra in Chrome senza perdere la chiamata.

Le notifiche si ricevono una volta soltanto, ma si possono posticipare se si preferisce rispondere in un secondo momento o guardare le conversazioni passate, comprese foto e cronologie delle videochiamate, come anche conservare la registrazione degli Hangout per un breve periodo di tempo. Sono visibili anche le gallerie fotografiche condivise da ciascuno degli Hangout.

Aggiungere persone

Tutti i partecipanti alla videochiamata possono aggiungere altre persone dopo l’avvio della videochiamata, unico prerequisito è possedere un account Google. Per aggiungere un utente è necessario fare clic su “Aggiungi persona”, digitare il suo nome o l’indirizzo mail e cliccare su invita. Per poter partecipare gli utenti dovranno effettuare l’accesso con il proprio account. Chiunque abbia il link può partecipare.

Avviare una conversazione di gruppo

Con Hangouts si può avviare una conversazione di gruppo che può comprendere fino a 150 persone mentre le videochiamate possono includere fino a 10 persone nella versione gratuita, 25 nella versione a pagamento. Si può assegnare un nome alla conversazione di gruppo, visualizzare i partecipanti o uscire da una conversazione di gruppo.

Utilizzare Hangouts con più account contemporaneamente

Per utilizzare Hangouts con più account contemporaneamente è necessario utilizzare un browser diverso per ogni account oppure configurare un profilo Chrome separato per ogni account. Ciò dà la possibilità di passare da un profilo a un altro in finestre diverse di Chrome.

Ricevere messaggi

Si può controllare chi invia messaggi modificando le impostazioni di invito quindi il messaggio potrebbe essere contrassegnato come letto e non sarà più visualizzato in grassetto.

Ricordo che dopo Hangouts versione classica , le versioni successive Hangout Meet e Hangouts chat sono state rese disponibili, ma la versione classica è ancora utilizzabile.

Requisiti di sistema e del browser

Hangouts funziona con la versione attuale e le due principali versioni precedenti dei seguenti sistemi operativi:

  • Mac OS X
  • Windows
  • Chrome
  • Ubuntu e altre distribuzioni Linux basate su Debian e con la versione attuale e la versione precedente dei seguenti browser:
  • Google Chrome
  • Microsoft Internet Explorer (IE)
  • Safari
  • Per le norme di utilizzo riferirsi a questo link:
  • https://support.google.com/hangouts/answer/9334169?hl=it&ref_topic=6386410
  • Hangout diventa molto utile tra gli applicativi del pacchetto G Suite for education perché offre la possibilità di fare conferenze, video-chiamate, conversazioni di gruppo sia con i docenti che con gli studenti del proprio istituto e quindi attivare metodologie come la Flipped Classroom o quelle che più si adattano alla nostra didattica quotidiana.
  • Negli articoli precedenti abbiamo parlato di Google Documenti, Google Presentazioni, Google Calendar, Google Classroom, GMail, Google Forms.
  • Tutti facenti parte del pacchetto G Suite for education, gratuito per le scuole, di estrema utilità per chi voglia cominciare ad utilizzarlo.

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Concorso dirigenti scolastici, dal 17 al 20 luglio istanza per corretta valutazione titoli. Cosa fare

6 ore 39 min fa

Concorso Dirigenti Scolastici, ecco i vincitori in ordine alfabetico con punteggio titoli

L’amministrazione ha fornito, inoltre, indicazioni per regolarizzare eventuali dichiarazioni parziali o incomplete riguardanti i titoli, in modo che la stessa possa procedere alla corretta valutazione dei medesimi (titoli).

Regolarizzazione dichiarazioni

L’articolo 10, comma 6, del bando di concorso così dispone:

L’amministrazione si riserva di effettuare idonei controlli sul contenuto delle dichiarazioni presentate dai candidati, ai sensi dell’art. 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Le eventuali dichiarazioni presentate in modo incompleto o parziale, possono essere successivamente regolarizzate entro i termini stabiliti con successiva comunicazione. Qualora dal controllo emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguiti sulla base delle dichiarazioni non veritiere. Le dichiarazioni mendaci sono perseguite a norma di legge.

I candidati, dunque, hanno la possibilità di regolarizzare eventuali dichiarazioni incomplete o parziali, relative ai titoli dichiarati, entro i termini dettati dall’amministrazione.

I predetti termini sono stati indicati dal Miur nella nota n. 32565 del 17 luglio 2019.

Modalità e termini regolarizzazione dichiarazioni

Gli interessati, secondo quanto leggiamo nella nota del 17 luglio 2019, possono procedere a regolarizzare eventuali dichiarazioni parziali o incomplete dal 17 al 20 luglio, inviando apposita domanda all’indirizzo PEC:  corsoconcorsods@postacert.istruzione.it

Nella domanda dovranno essere indicati con precisione:

  • il titolo oggetto di regolarizzazione
  • tutti gli elementi necessari a consentirne la corretta valutazione

Non saranno considerati, precisa il Miur, richieste di valutazione di titoli
ulteriori o diversi rispetto a quelli già dichiarati e inoltrati tramite la funzione POLIS dedicata.

Evidenziamo che l’attività di coordinatore di classe non è valutabile, come indicato dal Ministero.

nota

Elenco candidati e valutazione titoli

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TFA sostegno e PAS, problema non ancora affrontato dal Ministero

6 ore 40 min fa

Al TFA sostegno infatti dall’a.a. 2018/19 hanno avuto accesso anche i docenti con tre anni di servizio. Quegli stessi ai quali ora – grazie all’intesa Miur sindacati dell’11 giugno – è offerta la possibilità di abilitazione.

PAS e TFA sostegno: entrambi anno accademico 2018/19

Il PAS sarà un corso universitario, con l’acquisizione di appositi CFU e quindi per sua natura incompatibile con il TFA sostegno che permette l’acquisizione di 60 CFU, il massimo per un anno accademico.

Il PAS, di fatto, esiste ancora solo nell’intesa perché il Decreto che dovrebbe essere al vaglio del Consiglio dei Ministri la prossima settimana, non è ancora normativa.

Il PAS sarà unico, anche se le Università potranno scaglionare i docenti in più anni qualora le richieste superino il numero dei posti disponibili.

I docenti interessati rimangono quindi nel dubbio. La richiesta è che venga data la possibilità di congelare la frequenza del TFA riprendendola al corso successivo (i corsi TFA saranno tre) e avere così la possibilità di conseguire l’abilitazione.

Siamo certi che questa problematica sarà all’attenzione del Ministero non appena il PAS diventerà normativa sulla quale discutere i possibili interventi.

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Fiera Didacta Italia dal 9 all’11 ottobre, il futuro della scuola è qui. Iscriviti

6 ore 51 min fa

Sono aperte le iscrizioni alla terza edizione di Didacta Italia, il più importante evento dedicato alla scuola e rivolto a dirigenti scolastici, insegnanti, professionisti del settore che possono iscriversi attraverso il sito http://fieradidacta.indire.it/.

La manifestazione, dal 9 all’11 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze, è inserita dal MIUR fra gli eventi previsti dal piano pluriennale di formazione dei docenti e presenta un programma scientifico, coordinato da Indire, di 150 eventi: 76 workshop immersivi, 53 seminari, 10 convegni.

CORPO DEL TESTO: Aperte le iscrizioni a Fiera Didacta Italia http://fieradidacta.indire.it/ , il più importante evento sull’istruzione e la scuola del futuro, in programma dal 9 all’11 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Ricco il programma scientifico di questa terza edizione, coordinato da Indire tra workshop immersivi, seminari, debate e convegni. Fra le varie tematiche che verranno affrontate, in evidenza quelle legate alla scuola del futuro, alle piccole scuole, alla stampante 3D, la robotica la grammatica valenziale, le avanguardie educative, le lingue di minoranza a scuola, la formazione alberghiera, fino alla filosofia, la scienza, la matematica e il rapporto fra l’economia e l’imprenditorialità.

Novità assoluta di quest’anno, l’ampio spazio dedicato alla Scuola del futuro, un padiglione di 1.000 metri quadrati (Le Ghiaie), a cura di Indire, dove le metodologie didattiche e innovative saranno strutturate e integrate con gli arredi, gli ambienti e le tecnologie a supporto delle attività.

“Il claim dell’edizione 2019 di Didacta Italia, dedicata a Leonardo da Vinci, è ‘Voce del verbo innovare’ perché dalla Fortezza da Basso di Firenze si getteranno le basi per il futuro della scuola italiana nel nome dell’innovazione, facendo leva sulla trasformazione digitale e l’evoluzione tecnologica. E sarà la fiera dell’orgoglio degli insegnanti, in una scuola che vuole essere sempre più vitale e dinamica, mettendo in campo in modo sinergico, tutte le competenze necessarie per affrontare questo delicato passaggio epocale” dichiara Paola Concia, coordinatrice del comitato organizzativo.

Oltre 200 le aziende espositrici per un’offerta completa del comparto scuola. In mostra le ultime novità nel campo dell’editoria, cancelleria, arredi scolastici, tecnologia, robotica e scuola digitale, oltre che formazione linguistica, educazione alimentare fino alle scienze motorie, musica e start up.

La mostra sarà inoltre ‘sostenibile’ per fare da esempio e promuovere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità che sempre più istituti stanno applicando.

Fiera Didacta Italia è organizzata da Firenze Fiera in collaborazione con MIUR, Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Unioncamere, Didacta International, ITKAM e Destination Florence Convention & Visitors Bureau.

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Abolizione settimana corta, Bussetti ha 30 giorni per rispondere

7 ore 9 min fa

Settimana corta a scuola, lanciata petizione per abolirla

I motivi della petizione

Il promotore della petizione, prof.  Pasquale Violante, sostiene che la settimana corta sia dannosa per l’apprendimento, vista la concentrazione del monte ore settimanale in 5 giorni.

Inoltre, il fatto di articolare l’orario in cinque giorni riduce il numero di giorni di lezione e in alcuni casi le scuole non arrivano ai 200 giorni di lezione previsti.

Cita a tal proposito i ricorsi vinti al Tar da parte di chi si opponeva ai cinque giorni, invece che sei, perché  consente di svolgere solo 169 giorni di lezione e non i 200 stabiliti dalla legge. Violante riporta la parte del testo di legge: “la determinazione delle date di inizio e di conclusione delle lezioni ed il calendario delle festività devono essere tali da consentire, lo svolgimento di almeno 200 giorni di effettive lezioni (art. 74 d.lgs. 16 aprile 1994 n. 297)”.

Non si può neanche invocare il principio dell’autonomia scolastica, perché – fa notare il Professore – “L’autonomia organizzativa […] si esplica […] fermi restando i giorni di attività didattica annuale previsti a livello nazionale”, (art. 21, comma 8 della L. 15 marzo 1997 n. 59).

Il ricorso

Il professore Violante ci ha informati di aver inviato un messaggio PEC all’Ufficio di Gabinetto ed all’Ufficio Legislativo del MIUR, chiedendo ufficialmente al Ministro di intervenire per consentire che dal prossimo anno scolastico gli studenti possano tornare a scuola il sabato.

Il ministro dovrà rispondere entro 30 giorni, come prescrive l’art. 16 della legge 86/90. 

Il testo inviato al Ministro: Ricorso contro la settimana corta MIUR

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by Dr. Radut