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La scuola in un click
Aggiornato: 1 ora 35 sec fa

“Vivere la cittadinanza”: piccoli studenti ragusani in visita all’ARS incontrano gli Onorevoli Assenza e Dipasquale

1 ora 1 min fa

L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso didattico di “Cittadinanza e Costituzione” che mira ad avvicinare gli alunni ai basilari concetti di partecipazione, di democrazia e di amministrazione della “cosa” pubblica. I piccoli studenti si sono fatti portavoce di una serie di problematiche legate alla mancanza di infrastrutture e servizi, che danneggiano il territorio ragusano e lo rendono marginalizzato rispetto alle altre zone dell’isola. Sono state proposte soluzioni creative ai problemi individuati e avanzate richieste di risorse e interventi congiunti che, al di là della diversa appartenenza politica , mirano alla realizzazione di opere migliorative per la qualità della vita, per il benessere economico e l’incremento turistico dell’area ragusana.

“Questo è il luogo del confronto e del dialogo ”con queste parole il consigliere regionale Nello Dipasquale , ha accolto gli alunni ragusani nell’aula consiliare e ha proseguito con una dettagliata spiegazione della vita istituzionale e organizzativa della Regione, delineando anche le competenze di tale istituzione, al fine di promuoverne la conoscenza e far comprendere agli studenti quell’idea di “politica partecipata” che tanto favorisce la formazione di cittadini consapevoli e attivi. La visita ha avuto, tra l’altro, l’ obiettivo di avvicinare gli alunni alle istituzioni, in un contesto reale. Essi hanno vissuto questa esperienza da veri protagonisti, interloquendo direttamente con i consiglieri regionali ai quali hanno rivolto i loro interrogativi e le loro proposte. Gli Onorevoli Assenza e Di Pasquale sono stati disponibili al dialogo e al confronto, hanno ascoltato e accolto i suggerimenti formulati dagli studenti, contestualizzandoli e offrendo loro interessanti spunti riflessivi pluriprospettici.

La visita guidata si è protratta lungo i meandri del Palazzo per la restante parte della giornata, alla scoperta delle bellezze architettoniche celate al suo interno . Ai ragazzi, a fine giornata, sono stati consegnati dei gadget dell’Assemblea regionale in ricordo di questa emozionante esperienza.

Marinella Pitino

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Opzione Donna con figli: non vale lo sconto sui requisiti pensione

1 ora 9 min fa
“Ho letto la possibilità di rivolgermi a voi per chiarimenti. Nel ringraziarvi davvero per l’attenzione vi espongo di seguito la mia situazione : – sono nata 08.09.1961 – quest’anno ho 35 anni di contribuzione e 58 anni di età Che possibilità ho di andare in pensione con l’opzione donna? Ho 4 figli Grazie davvero ed un cordiale saluto” Requisiti Opzione Donna Scuola 2019 Secondo quanto riportato nella richiesta di consulenza, nel caso in esame NON sembrano sussistere i requisiti opzione donna 2019. Ricordiamo infatti che sono richiesti: – 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti settore pubblico e privato; – 35 anni di contributi. Entrambi i requisiti però devono essere maturati alla data del 31 dicembre 2018. Nella mail non viene specificato se la lettrice lavora come insegnante nella scuola pubblica. In tal caso ricordiamo che per l’uscita opzione donna è previsto un preavviso di sei mesi, oltre alla finestra temporale di 12 mesi dalla maturazione di entrambi i requisiti. Sconto requisiti pensione donne con figli: non vale per l’opzione donna La mail inoltre si chiude con un riferimento al ruolo di mamma, avendo la lettrice 4 figli. In ogni caso, se avesse avuto i requisiti per l’opzione donna, questo dato non avrebbe comportato sconti anagrafici o contributivi. Esiste un emendamento volto a questo scopo ma in ogni caso escluderebbe espressamente opzione donna e quota 100 e sarebbe valido solo per la pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 anni di contributi) o alla pensione anticipata (41 anni e 10 mesi di contributi, più finestra mobile di tre mesi). Per queste forme di uscita quindi si potrebbe ottenere uno sconto di 4 mesi a figlio (e comunque fino ad un massimo di dodici mensilità) per le lavoratrici che hanno uno o più figli. rispettivamente potrebbe uscire a 66 anni e 20 anni di contributi o a 40 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’età). Proroga Opzione Donna 2020 per chi raggiunge i requisiti nel 2019?

Al momento, concludendo, le dipendenti nate nel 1961 sono escluse dalla possibilità di pensione opzione donna.  Resta da vedere se il governo riuscirà a garantire la proroga della misura per il 2020. Se così fosse la lettrice avrebbe diritto ad aderire ma non usufruirebbe (salvo modifiche su questo punto) di sconti sui requisiti per il fatto di avere 4 figli.

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Concorso docenti Infanzia, Primaria e Secondaria, Concorso DSGA, Selezione personale estero, TFA Sostegno? I corsi on-line di CFIScuola!

1 ora 28 min fa

Devi preparare un concorso per la scuola? Ecco i corsi on-line di preparazione di CFIScuola:

  • TFA Sostegno – Prova scritta
  • Concorso DSGA – Con 4.000 test MIUR
  • Concorso Docenti Secondaria Didattica e Classi di concorso
  • Concorso Docenti Infanzia e Primaria – Ordinario e straordinario
  • Selezione Personale all’estero – Colloquio

Trovi i corsi di CFIScuola qui:

Preparazione concorsi

CFIScuola è ente accreditato/qualificato MIUR per la formazione del personale scolastico.

Al termine del corso viene rilasciato l’attestato finale per l’aggiornamento e formazione.

Preparazione concorsi

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Seicento alunni hanno scritto la Dichiarazione Universale dei diritti umani in era digitale

1 ora 32 min fa

La dichiarazione, spiegano a scuola, ha lo scopo principale di invocare l’humanitas che l’attuale era digitale sta catturando e imbavagliando, deprivando, dei suoi connotati essenziali, i tratti unici, creativi e relazionali dei nostri allievi, cosiddetti nativi digitali.

“I docenti dell’istituto di Sasso Marconi – spiega la dirigente scolastica Maria Rosaria Rosmarino – questa umanità l’hanno promossa entro le proprie mura, in quel luogo magico dell’incontro, della curiosità, della creatività, della relazione che dovrebbe sempre dare spazio al protagonismo degli alunni, troppo spesso ridotti a passivi e solitari contenitori di nozioni, valutate con un voto”.

Ma come si è riusciti in questo compito?

“L’intero corpo docente – prosegue Rosmarino – ha messo in atto, nel corso dell’anno, laboratori creativi di riscrittura delle favole classiche, riscrittura di canzoni, ideazione di fumetti, spettacoli teatrali, talent show, laboratori senza zaino, videocoding, cortometraggi e tanto ancora, con grande entuasismo dei loro alunni e come una squadra, alunni e docenti, hanno restituito con le loro opere d’arte alla famiglia e alla comunità un grido di speranza: vivere nel reale con la consapevolezza che essere nell’off line equivale ancora a essere ascoltati e a giocare, giocare con le parole, con i gesti, con i sensi, con la creatività, con le mani e con la terra, con le emozioni, con il rispetto e l’empatia, ingredienti sani del benessere umano autentico e non di un benessere fantoccio diffuso on line o dai media”.

L’entusiasmo per l’attualità del tema è stato registrato già l’altra sera quando, al teatro di Sasso Marconi, cinquantotto delle quinte elementari hanno messo in scena lo spettacolo “Umani terrestri, cercasi umanità”, spettacolo realizzato con la regia dell’associazione culturale Momi show, che da anni collabora e sostiene gli obiettivi della scuola.

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Le contraddizioni dell’insegnamento alle medie per un laureato in CTF. Lettera

2 ore 21 min fa

Intervallando lo studio all’università con varie attività di insegnamento ai bambini delle scuole elementari e medie ho via via compreso di avere una certa vocazione per l’insegnamento; attualmente lavoro in alcuni corsi extrascolastici, che gestisco assieme ad alcune mie colleghe nella mia città. Una storia come altre!

Tenuto conto della mia dimestichezza coi bambini delle medie e delle mie competenze logico-matematiche, mi sembrava la scelta ideale iniziare a prepararmi per tempo per diventare un giorno docente per la classe di insegnamento A-28 (Matematica e scienze alle scuole medie). Peccato che ad un certo punto la mia fantasia di diventare docente di scienze ha dovuto scontrarsi con un nemico più grande di me: l’ordinamento didattico italiano in materia di regole di accesso alle classi di concorso. Ordinamento che mi ha cordialmente invitato a “cambiare sogno”: dopo l’anno accademico 1986/1987 è stata tolta la possibilità a Chimici farmaceutici e farmacisti di insegnare nella classe di concorso oggi definita A-28.
All’inizio ho supposto che dipendesse da un qualche eccesso di cautela del legislatore che si occupò della questione, a causa magari di alcune comprensibili lacune in matematica. Eppure, a guardare chi può concorrere nella classe di concorso A-28, non spiccano solo matematici, fisici o chimici puri, ma anche biologi, biotecnologi ed agronomi; professionisti con una preparazione accademica in discipline matematiche grossomodo comparabile alla mia, pur con qualche piccola differenza da ateneo ad ateneo.

Un controsenso: quale sarà stato il criterio che ha portato ad escludere un CTF dall’insegnamento in A-28, ritenendo però valido per lo stesso lavoro un biologo od un qualsiasi altro chimico?

Ho poi scoperto che l’ordinamento italiano ha in serbo per CTF e farmacisti ben altro destino che una banalissima A-28: con mia grande sorpresa ho scoperto possibile l’insegnamento nella classe di concorso “Tecnologia per la scuola secondaria di I grado”, in virtù forse del fatto che nel nome del mio corso di laurea vi sia anche la parola “Tecnologia”, disciplina che in effetti in alcune sue parti studiamo molto approfonditamente.
Ma qui arriviamo al paradosso: senza alcuna necessità di fare integrazioni, potrei lecitamente insegnare argomenti quali il disegno tecnico o l’elettronica, mai visti neppure di sfuggita all’università; in fondo, si sa, tutti quegli esagoni che vengono disegnati ai corsi di chimica organica danno la stessa formazione in disegno tecnico di un ingegnere edile.

Insomma, secondo l’ordinamento italiano un farmacista non potrà MAI essere qualificato per insegnare Matematica e Scienze alle medie (dopo avere studiato scienze in svariate forme diverse per ben 5 anni), ma lo è abbastanza per insegnare Tecnologia e Disegno tecnico. Una situazione di una rara coerenza legislativa.

Spero davvero che qualcuno si renda conto del controsenso nel negare A PRIORI a noi LM-13 la cattedra di matematica e scienze, senza concederci nemmeno la possibilità di parteciparvi tramite integrazioni ad hoc. Per il momento, posso solo aspettare, concludere i miei studi universitari e poi continuarli in diverse forme; e nel frattempo continuare ad insegnare in maniera entusiasta ai miei ragazzi nel mio piccolo extrascolastico, e se avrò fortuna alla scuola secondaria di II grado. Sperando in tempi migliori; ed in ordinamenti migliori.

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Giuliano (M5S): decreto inclusione valorizza docenti

2 ore 25 min fa

Questo vuol dire fare delle nostre scuole, che già sono un modello nel mondo per l’inclusione scolastica, il luogo di una piena partecipazione degli alunni con disabilità su un piano di uguaglianza. Con questo provvedimento abbiamo voluto promuovere un modello partecipativo che coinvolga tutti. Il passo è importante, è un segno di civiltà e realizza pienamente la natura inclusiva della nostra scuola”.

Lo afferma il sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Salvatore Giuliano, del MoVimento 5 Stelle.

 “Per questo non parliamo più solo ore di sostegno, ma di misure di sostegno che si concretizzano attraverso una progettazione realizzata da tutti i docenti della classe. Per restituire ai docenti un ruolo centrale abbiamo ricostituito il GLHO (ora chiamato Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) e abbiamo riformato la funzione assegnata ai Gruppi territoriali per l’inclusione (GIT): non gruppi con il compito di determinare il numero di ore di sostegno ma gruppi di personale docente esperto nell’inclusione, a disposizione delle scuole per sostenerle e supportarle” prosegue Giuliano.

 “Sappiamo bene che ci sono scuole nelle quali la progettazione inclusiva e la sfida dell’inclusione è colta da tutto il team docente o da tutto il consiglio di classe – riprende il sottosegretario –, sappiamo quanto le nostre scuole siano inclusive e riteniamo sia doveroso dare loro strumenti per esserlo ancora di più. Crediamo fortemente che un team di docenti o un Consiglio di classe unito per l’inclusione possa davvero cambiare le cose e incidere sulla qualità della vita e sul futuro degli alunni con disabilità e di tutti coloro che sono in difficoltà. È una sfida sul piano etico, riguarda il lavoro di docenti e di dirigenti scolastici”.

 “Chi come me è nel mondo della scuola da sempre e ne ha attraversato diverse stagioni, sa bene quanto sia indispensabile che la presenza di ulteriori misure di sostegno, di altre risorse, di progettualità inclusive, metodologiche e didattiche, sia decisa dalla comunità scolastica, dai docenti e dai dirigenti, insieme alla famiglia e agli specialisti, privilegiando l’aspetto pedagogico. Questo è il grande risultato a cui volevamo arrivare per rinnovare ogni giorno il senso di fare scuola. Per questo abbiamo voluto sottolineare il concetto di ‘corresponsabilità educativa’: perché è sulla responsabilità che si fonda la potenza del ruolo degli educatori per cambiare il futuro” continua Salvatore Giuliano.

 “Con questo nuovo decreto la riforma diviene organica e sta a noi tutti, docenti e dirigenti, non perdere questa occasione, valorizzando il grande lavoro che le scuole, ogni giorno, fanno in questa direzione. L’inclusione si realizza nella comunità scolastica con il contributo di tutti, con la convinzione e la decisione di realizzare una scuola pienamente inclusiva. Affinché questo si realizzi è importante che le scuole non siano lasciate sole, perciò il correttivo al decreto legislativo 66/2017 prevede misure per accompagnarle e supportarle mettendo a disposizione molti strumenti” riprende.

 “Il profilo di funzionamento, le barriere, i facilitatori, il nuovo PEI secondo il modello bio-psico-sociale alla base dell’ICF, il concetto di misure di sostegno, il principio di corresponsabilità educativa, le nuove funzioni dei GIT, i vari gruppi per l’inclusione, le scuole polo e ogni altro aspetto tecnico del nuovo decreto saranno illustrati alle scuole attraverso le misure di accompagnamento già programmate e finanziate. Sono tutti strumenti per le scuole, perché possano realizzare in modo pieno ed efficace questo compito etico e pedagogico: una scuola giusta, equa, che possa realmente incidere sul futuro degli allievi” conclude il sottosegretario.

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Messa a disposizione per corsi di recupero estivi. Invia la tua domanda con Doocenti.it

2 ore 38 min fa

La fine dell’anno scolastico non coincide con la fine delle attività scolastiche. Le scuole infatti, ogni anno, organizzano Corsi di Recupero Estivi per gli studenti che hanno concluso l’anno con debiti formativi che dovranno poi recuperare a settembre per passare all’anno successivo.

È questo il momento in cui le segreterie si attivano per la ricerca di personale docente disposto a prestare servizio nei corsi di recupero estivi. Questa ricerca è resa più dura dal fatto che molti docenti iscritti in II e III fascia rifiutino gli incarichi per diversi motivi: il desiderio di tornare a casa, la stanchezza dovuta alle incombenze dell’anno scolastico, la coincidenza dei corsi di recupero estivi con le loro ferie. 

Perciò, uno strumento che risulta efficiente al fine di trovare i docenti che tengano i corsi di recupero estivi è la domanda di Messa a Disposizione per Recuperi Estivi

Ma guardiamo nel dettaglio cosa sono i Corsi di Recupero Estivi.

Sono anzitutto corsi previsti dal D.M. 80/2007, dove si stabilisce che gli istituti devono attivare per i propri studenti, sia durante l’anno scolastico sia durante il periodo estivo, dei corsi didattici il cui obiettivo sia il superamento da parte degli studenti delle lacune formative che rischiano di compromettere il proseguimento dei loro studi.

Perciò, i corsi di recupero estivi costituiscono una parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta formativa di ogni istituto.

Dalle stime del MIUR si evince che ogni anno gli studenti rimandati siano intorno al 44%, dunque le scuole secondarie di II grado attivano nei mesi di giugno-luglio i corsi di recupero per gli studenti che non hanno ottenuto la sufficienza durante l’anno scolastico. 

I principali corsi di recupero che verranno attivati sono sulle seguenti materie: Matematica, Fisica, Latino, Italiano, Inglese.

Per quanto riguarda l’incarico  per lo svolgimento dei corsi di recupero, questo può essere assegnato sia a docenti selezionati dalle graduatorie di istituto sia tramite Messa a Disposizione per Corsi di Recupero Estivi.

La Messa a Disposizione per Corsi di Recupero Estivi è un’autocandidatura che viene inviata dall’aspirante supplente ai Dirigenti Scolastici della quale – in caso di necessità  – possono avvalersi per assegnare l’incarico. La durata di quest’ultimo viene stabilita dal Consiglio di Istituto che tiene in conto il tempo necessario che serve allo studente per prepararsi al superamento della verifica finale.

É doveroso precisare che la Messa a Disposizione Corsi di Recupero Estivi può essere indirizzata esclusivamente alle Scuole Secondarie di II grado

COMPILA SUBITO LA TUA DOMANDA 

 

 

Il compenso per i Corsi di Recuper Estivi è previsto dalle norme contrattuali e precisamente dalla tabella 5 allegata al testo del nuovo contratto della scuola. In questa tabella sono previsti Euro 50,00 per ore aggiuntive finalizzate ai corsi di recupero.

Non c’è differenza, relativamente al compenso, tra i corsi tenuti durante l’anno e quelli tenuti al termine delle lezioni.

Le attività di sostegno per gli alunni in difficoltà di apprendimento o eventuali altri interventi attraverso gli sportelli didattici, percorsi di studio assistito ecc., sia nella scuola di I che di II grado, sono considerate “attività aggiuntive di insegnamento” (quindi al di fuori della normativa relativa al D.M. 80/2007 e dell’O.M. 92/2007) e vengono retribuite con il compenso orario di 35 euro stabilito nella tabella 5.

Precisiamo quindi che nella scuola di II grado, se tali corsi vengono svolti oltre l’orario settimanale di insegnamento sono volontari e vengono retribuiti con il compenso di 50 euro a carico del fondo di istituto.

L’incarico ottenuto attraverso Messa a Disposizione corsi di recupero estivi o attraverso chiamata da graduatorie, non dà la possibilità di maturare punteggio ai fini delle graduatorie. 

Sarà riconosciuto come servizio effettivo l’eventuale incarico di supplenza per i giorni impegnati nelle verifiche finali e nell’integrazione dello scrutinio finale.

Per Ulteriori informazioni non esitare a contattare il Servizio clienti allo 024031013

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USR Emilia-Romagna, Microsoft e Lenovo per il digitale nelle scuole dell’Emilia-Romagna: al via la sperimentazione in tre Istituti della regione

2 ore 42 min fa

Inaugurate classi digitali con notebook interattivi e set Lenovo per la Realtà Virtuale

Bologna, 20 maggio 2019 – Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Microsoft e Lenovo avviano un progetto sperimentale per favorire l’innovazione digitale nelle scuole secondarie di primo grado dell’Emilia-Romagna.

La collaborazione fa seguito al Protocollo d’Intesa siglato fra USR e le due aziende e prevede, da un lato, l’introduzione nelle classi di nuove tecnologie e strumenti digitali notebook Lenovo con Windows 10 e visori per la Realtà Virtuali Lenovo Explorer e, dall’altro, un programma di formazione per docenti e personale scolastico con esperti Microsoft, incentrato su Office365 e Minecraft: Education Edition.

L’iniziativa ha l’obiettivo di aiutare gli istituti scolastici a integrare l’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, rendendola più interattiva e personalizzata, favorendo così la diffusione di competenze digitali. L’utilizzo delle nuove tecnologie consente inoltre di innovare la didattica.

La sperimentazione ha preso il via oggi presso tre istituzioni scolastiche: l’Istituto Comprensivo di Castiglione dei Pepoli, Camugnano e San Benedetto, l’Istituto Comprensivo n. 3 di Modena e la Scuola Secondaria di primo grado Montanari di Mirandola, per un totale di 100 studenti coinvolti. Il tutto è stato reso possibile dalla fornitura gratuita degli strumenti necessari da parte delle due imprese. Il Servizio Marconi dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, a sua volta, curerà la formazione del personale docente coinvolto.

Secondo una ricerca Microsoft, il 65% degli studenti di oggi svolgerà in futuro professioni che ancora non esistono. I nuovi trend digitali come l’Intelligenza Artificiale e la Robotica stanno infatti creando nuovi posti di lavoro che al momento non riescono ad essere coperti perché mancano figure professionali qualificate per svolgerli. È quindi indispensabile pensare a una didattica che vada incontro a questa necessità e che sia in grado di aiutare i giovani a sviluppare quelle competenze digitali e trasversali – le cosiddette soft skills – necessarie per poter competere nel mercato del lavoro e diventare professionisti qualificati. L’accordo con USR Emilia-Romagna e con Lenovo va proprio in questa direzione. Ci auguriamo sia solo l’inizio di un percorso che aiuterà a costruire il futuro dei nostri ragazzi” ha commentato Francesco Del Sole, Direttore Divisione Education di Microsoft Italia.

Nella scuola digitale – afferma Guido Terni, Education Manager Lenovo Italia intesa come spazio aperto per l’apprendimento, le tecnologie diventano abilitanti al servizio dell’attività scolastica e alla formazione. Lenovo, leader nel fornire tecnologie innovative nel mercato education in Italia, è da sempre impegnata nello stimolare il lavoro di gruppo e la comunicazione tra docenti e studenti, estendere i confini dell’aula, e creare ovunque spazi di collaborazione e apprendimento. Siamo particolarmente orgogliosi di far parte dell’accordo con USR Emilia Romagna e Microsoft per l’innovazione della didattica dell’Ufficio Scolastico Regionale, che ha scelto Lenovo per integrare l’utilizzo delle nuove tecnologie nella scuola.”

L’innovazione digitale è una realtà – dichiara Stefano Versari, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagnacon cui come scuola dobbiamo fare i conti, cogliendone le opportunità ed evitandone i rischi. Le potenzialità che le nuove tecnologie offrono sono enormi anche nella didattica per competenze. Per questo abbiamo accolto la disponibilità gratuita di due Aziende leader del settore che hanno reso disponibili macchine di recentissima produzione. Abbiamo voluto coinvolgere nel progetto anche una Scuola dell’appennino bolognese perché siamo convinti che le nuove tecnologie possano pure offrire in futuro uno strumento fondamentale per assicurare la continuità del servizio scolastico in contesti di importante decremento demografico”.

L’iniziativa si avvale anche della collaborazione di CampuStore, partner Microsoft nel settore Education.

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Per partecipare al Concorso Scuola è necessaria l’idoneità del titolo di accesso all’insegnamento unitamente ai 24 CFU. Conseguili con Eiform.it

3 ore 26 min fa

Ricordiamo che i 24 CFU costituiscono requisito d’accesso al concorso per accedere ai ruoli della scuola secondaria di primo e secondo grado, per i docenti che non sono abilitati e che non hanno un servizio pari a tre annualità (solo in prima applicazione le 3 annualità permettono l’accesso con la sola laurea senza i 24 CFU), secondo quanto previsto dal D.lgs. 59/2017 come novellato dalla legge di bilancio.

IMPORTANTE: Si ricorda che per la partecipazione ai concorsi della scuola secondaria si deve verificare se il titolo d’accesso sia idoneo all’insegnamento, ossia comprenda quelle discipline e quei crediti formativi universitari previsti dalla normativa vigente, ossia il DPR 19/2016 come modificato dal DM 259/2017.

Evidenziamo che i 24 CFU, quale requisito d’accesso al concorso, sono distinti dagli eventuali CFU mancanti ai fini dell’insegnamento, quindi dell’accesso alle classi di concorso.

Affinché la laurea possa permettere l’accesso ad una delle classi di concorso della secondaria, quindi all’insegnamento, deve comprendere determinate discipline e un determinato numero di crediti formativi.

È altresì possibile partecipare se si è in possesso dell’abilitazione specifica per l’insegnamento. Per quanto riguarda i posti di sostegno, oltre ai requisiti sopra, è necessaria la specializzazione al sostegno.

Cosa fare se mancano dei Crediti Formativi Universitari necessari per l’accesso alla Classe di Concorso

In caso manchino dei crediti necessari per l’accesso alla propria Classe di Insegnamento, è possibile conseguirli sostenendo degli esami singoli (iscrizioni sempre aperte). Stesso discorso vale per i 24CFU: sia che ne manchi una parte (ad esempio 6, 12 o 18) sia che si debbano conseguire tutti e 24.

FAI VALUTARE, GRATUITAMENTE, IL TUO PIANO DI STUDI DAL NOSTRO STAFF

Puoi accedere subito all’insegnamento delle discipline Giuridiche o Filosofiche-umanistiche con i Master A18 e A46 Eiform senza dover sostenere esami singoli. Chiedi subito maggiori Informazioni

I corsi per i 24 CFU

È ancora possibile iscriversi ai corsi per il conseguimento dei 24 CFU attivati dall’Università eCampus, in convenzione con Eiform-Culturalmente, in discipline antropo-psico-pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche, requisito fondamentale di accesso al Concorso Scuola.

Si sottolinea che il Decreto Ministeriale 616/2017 non stabilisce alcun obbligo di frequenza per il corsista.

Le iscrizioni sono ancora aperte e le sessioni d’esame sono attive in tutta Italia. Gli esami finali sono GARANTITI entro il Concorso.

Le iscrizioni possono essere effettuate anche per esami singoli ad integrazione del piano di studi.

Per informazioni e iscrizioni chiama ora 06 92936910

WhatsApp Veloce: 3499377270

MAIL: info@formadocenti.it

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Insegnamento matematica e fisica per laureati in ingegneria: perché il Miur è così poco chiaro? Lettera

Mar, 21/05/2019 - 21:29

I requisiti sono cambiati nel tempo, ma il Miur non è mai stato chiaro e ha spesso generato confusione anche tra le stesse segreterie scolastiche. Provando a riassumere: il DM 39/98 escludeva i laureati in ingegneria da questa c.d.c., che allora si chiamava 49/A, a eccezione dei laureati ante-2001, che invece potevano insegnarla.

Tuttavia, il successivo decreto DM 354/98 consentiva l’accesso anche ai laureati post-2001, a condizione che avessero sostenuto certi esami, specificati nel decreto. Sembrava, però, che riguardasse soltanto l’accesso a concorsi e abilitazioni, quindi non alla terza fascia. Anni dopo esce il D.P.R.19/2016. La classe da ora in poi si chiama A27 e di nuovo nella tabella dei titoli di accesso non c’è la laurea in ingegneria!! Si “salvano” solo ingegneria biomedica e ambientale nuovo ordinamento. Poi però esce il DM 259/2017 e all’articolo 5 viene chiarito che i docenti che all’entrata in vigore del D.P.R.19/2016 possiedono i titoli di studio stabiliti dal DM 22/2005 e dal DM 39/98 e ss.mm.ii. possono sia fare concorsi e abilitazioni, sia inserirsi nella graduatorie d’istituto di A27.

Quest’ultimo decreto chiarisce finalmente che concorsi, abilitazioni e terza fascia hanno le stesse regole. Resta però un dubbio: il DM 354/98, quello che consente l’accesso agli ingegneri, è successivo al DM 39/98, quindi è tra le ss.mm.ii. Perché allora la tabella annessa al DM 259/2017, che è la più recente, non menziona i laureati in ingegneria?

Rileggendo e interpretando il DM 259/2017 e in particolare l’art.5, sembra di capire che l’esclusione degli ingegneri riguarda solo chi acquisisce il titolo dopo l’entrata in vigore del decreto, mentre per chi ha acquisito i titoli prima del decreto, valgono ancora le vecchie regole. Tuttavia, perché non esplicitare questa differenza direttamente nella tabella per non generare equivoci?

Sono testimone diretto di numerosi errori delle segreterie che spesso hanno escluso ingiustamente ingegneri che avevano i requisiti per insegnare in questa classe.

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#PalermoChiamaItalia: salpa domani la Nave della Legalità

Mar, 21/05/2019 - 21:23

La Nave salperà dalla banchina 8 del Porto di Civitavecchia alle ore 18 con a bordo circa 1.500 studenti diretti verso Palermo dove, nella mattinata del 23 maggio, si svolgeranno le principali iniziative in memoria dei giudici Giovanni FalconeFrancesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte Agostino CatalanoWalter Eddie CosinaRocco Dicillo,Vincenzo Li MuliEmanuela LoiAntonio MontinaroVito SchifaniClaudio Traina.

A salutare la partenza della Nave sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che interverrà al Porto di Civitavecchia insieme al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti,  al Capo della Polizia Franco Gabrielli, al Procuratore Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, all’Amministratore Delegato Rai Fabrizio Salini.

 Saranno presenti alla partenza anche il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), David Ermini; il Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), Gennaro Vecchione; l’Assessore per lo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella; il Vice Sindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, Maria Teresa Zotta.

Gli studenti compiranno poi il viaggio in nave insieme al Ministro Marco Bussetti, al Ministro della GiustiziaAlfonso Bonafede, al Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, al Capo della Direzione Investigativa Antimafia Giuseppe Governale, alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, alla Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni. Nei momenti di confronto e di incontro sulla Nave, i ragazzi avranno anche modo di ascoltare le testimonianze di Pietro Grasso e di Nando Dalla Chiesa.

Ai 1.500 studenti che viaggeranno sulla Nave della Legalità, il 23 maggio si uniranno le voci e le iniziative di oltre 70.000 ragazzi che in tutta Italia parteciperanno alle iniziative contro le mafie nell’ambito di #PalermoChiamaItalia, la manifestazione  promossa dal 2002 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dalla Fondazione Falcone che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Una iniziativa che rientra in un percorso promosso annualmente dal MIUR per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile.

#PalermoChiamaItalia è realizzata anche grazie alla fattiva e quotidiana collaborazione fornita da Polizia di Stato,Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’evento in questi anni è andato arricchendosi di importanti contributi grazie agli accordi firmati con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).

Le principali attività legate alla commemorazione saranno il 23 maggio a Palermo, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci. Le celebrazioni istituzionali si terranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra, e saranno trasmesse in diretta televisiva su Rai Uno dalle ore 10.00.

Tra le autorità, saranno presenti in Aula Bunker, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini, il Ministrodell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, il Presidente dell’Associazione Nazionale MagistratiPasquale Grasso e il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra.  È previsto un collegamento da Vienna con il segretario di Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine) Yuri Fedotov. Presenti anche Ekaterina TrendafilovaPresident of the Kosovo Specialist ChambersSamuel Gonzalez Ruiz, ex Procuratore messicano; il Commissario UE alla Sicurezza Sir Julian KingLouis Freeh, Direttore dell’FBI dal 1993 al 2001; William F. Sweeney JRAssistant Director in Charge FBIRobert JohnsonAssistant Director Criminal Investigative Division FBI; il Vicepresidente di Eurojust Filippo SpieziaAntonio Balsamo, Consulente Giuridico della Rappresentanza permanente italiana all’Onu a Vienna, ed Eduardo Vetere, Segretario Generale dellaInternational Association of Anti-Corruption Authorities.

Sono previste, poi, attività nelle piazze e nelle scuole della città. Nel pomeriggio partiranno i due tradizionali corteidi #PalermoChiamaItalia, che vedranno protagonisti innanzitutto gli studenti e i docenti, ma che saranno aperti a tutta la città: il primo si muoverà alle ore 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle ore 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci.

Il “no” alle mafie verrà rilanciato il 23 maggio in molte città italiane, in una sorta di “staffetta” a distanza tra gli studenti, con iniziative sui temi della legalità (concerti, dibattiti, proiezioni, performance teatrali, gare, ecc.). A coordinare le attività nelle città coinvolte saranno gli Uffici Scolastici Regionali.

“Quella che vedremo il 23 maggio a Palermo e in centinaia di istituti in tutta Italia sarà una ‘scuola viva’. Animata dall’insegnamento di importanti servitori del nostro Stato che hanno dato la vita per liberare il loro Paese dalla mafia, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E da valori di giustizia e di rispetto che devono trovare concretezza nella nostra quotidianità”, spiega il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti. “A 27 anni di distanza, continuiamo a ricordare questi martiri del nostro Stato perché la loro testimonianza e il loro sacrificio non vadano perduti. Perché le nuove generazioni sappiano che l’Italia del 2019 è debitrice nei confronti di quegli uomini. E che ancora tanto rimane da fare: le nostre società hanno anticorpi per reagire al fenomeno mafioso, alla violenza, alla sopraffazione. Ma non ne sono immuni. Ed è per questo che dobbiamo investire sull’educazione dei nostri giovani: diffondere la cultura del rispetto e della legalità è fondamentale se vogliamo costruire una comunità giusta e in pace”.

 “Nessuno di noi”, sottolinea Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, “quel 23 maggio di 27 anni fa avrebbe immaginato che un giorno tragico, un giorno di dolore e lutto, sarebbe stato l’avvio di una trasformazione profonda del nostro Paese, l’inizio di un percorso che migliaia di studenti, migliaia di persone hanno da allora intrapreso portando avanti le idee di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e di tutti gli uomini e le donne dello Stato che sono morti per mano della mafia. Vedere ogni anno Palermo “invasa” dai ragazzi che partecipano alle manifestazioni organizzate per l’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio è una gioia immensa e al tempo stesso la dimostrazione che il lavoro quotidiano nelle scuole e nelle Università che la Fondazione Falcone e il Miur svolgono ha un valore inestimabile e rappresenta lo strumento più efficace per creare una coscienza antimafiosa nelle nuove generazioni. Solo una rivoluzione culturale profonda consente di vincere la battaglia contro la criminalità organizzata”.

 Il tema dell’edizione di quest’anno di #PalermoChiamaItalia è dedicato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, firmata a Palermo nel 2000. La Convenzione, chiamata anche “Convenzione di Palermo”, è entrata in vigore il 29 settembre 2003 ed è stata ratificata da 189 Stati. Alla Convenzione è intitolato anche il concorso nazionale per questo anno scolastico dal titolo: “Follow the money. Da Giovanni Falcone alla Convenzione Onu di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale”. I migliori elaborati degli studenti saranno premiati durante la cerimonia in Aula Bunker.

Il MIUR e la Fondazione Falcone uniranno le piazze di #PalermoChiamaItalia e tutte le scuole che vorranno partecipare facendo sentire la loro voce per dire “no” alle mafie utilizzando anche i canali social. Sui profili twitter@MiurSocial e @23maggioItalia ci saranno le dirette degli eventi raccontati attraverso gli hashtag #23maggio,#PalermoChiamaItalia e #navedellalegalità. Gli eventi potranno essere seguiti sulle pagine Facebook eInstagram del MIUR e di #PalermoChiamaItalia.  Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma è possibile consultare le pagine www.miur.gov.it e www.fondazionefalcone.it. Sui due siti saranno progressivamente caricati materiali, foto, schede.

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Il Comune di Forlì seleziona docenti d’infanzia. Scadenza 20 giugno

Mar, 21/05/2019 - 20:48

Per il titolo di studio richiesto per l’accesso e per gli altri requisiti si rimanda a quanto previsto nel bando.
Scadenza presentazione domande: entro le ore 13,00 del giorno 20 giugno 2019.

E’ possibile scaricare copia integrale del bando, ove sono specificati i requisiti d’accesso, e lo schema di domanda dal sito internet www.comune.forli.fc.it – sezione: Bandi, Avvisi, Gare, Concorsi.

Per informazioni rivolgersi al servizio risorse umane e demografici del Comune di Forli’ ai seguenti numeri: 0543/712716 – 712719 – 712711 – 712713.

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Pensioni, a giugno conguaglio e taglio pensioni d’oro

Mar, 21/05/2019 - 20:07

Lo indica l’Inps, in un messaggio pubblicato sul sito.

“Nel mese di giugno 2019 viene recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019”, si legge.

Da giugno anche il via al taglio sulle pensioni d’oro, anch’esso previsto dalla legge di bilancio, per i trattamenti pensionistici superiori a 100mila euro annui.

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PAS e concorso docenti tre anni servizio, Bussetti prende tempo

Mar, 21/05/2019 - 19:58

La scorsa settimana è stata presentata al riguardo al MIUR una dettagliata proposta unitaria, in linea con le indicazioni e gli impegni assunti a Palazzo Chigi con l’intesa del 24 aprile. Ora è indispensabile una risposta in merito agli atti normativi con cui dare seguito alla proposta dei sindacati e portarla a concreta attuazione. La campagna elettorale in atto non può essere la giustificazione di un ritardo che non è rispettoso dei tempi della scuola, ormai alla conclusione dell’anno scolastico.

La risposta del Capo di Gabinetto, che ha indicato la necessità di procedere a passaggi di verifica politica, rischia di prefigurare tempi che non sono accettabili rispetto all’urgenza del problema. Serve agire con maggiore determinazione, ogni ritardo sarebbe inspiegabile e finirebbe per lasciare irrisolta e aggravata la situazione, che vede da anni un ricorso abnorme al lavoro precario, con grave danno per chi lavora e disagi evidenti per l’andamento del servizio e la qualità del sistema scolastico.

A questo punto spetta alle forze politiche, a partire da quelle di maggioranza, sostenere una soluzione legislativa. Il Capo di Gabinetto si è impegnato a presentare uno schema di decreto, al quale l’Amministrazione sta lavorando in coerenza con la proposta sindacale unitaria, in un prossimo incontro, al fine di dare quelle risposte concrete che tutti si aspettano e alle quali è legata anche la prosecuzione di un proficuo e costruttivo confronto.

PAS, 25mila in cattedra già a settembre. Dettagli proposta sindacati assunzione

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Su reclutamento e precariato servono subito risposte concrete

Mar, 21/05/2019 - 19:24

La scorsa settimana è stata presentata al riguardo al MIUR una dettagliata proposta unitaria, in linea con le indicazioni e gli impegni assunti a Palazzo Chigi con l’intesa del 24 aprile. Ora è indispensabile una risposta in merito agli atti normativi con cui dare seguito alla proposta dei sindacati e portarla a concreta attuazione. La campagna elettorale in atto non può essere la giustificazione di un ritardo che non è rispettoso dei tempi della scuola, ormai alla conclusione dell’anno scolastico.

La risposta del Capo di Gabinetto, che ha indicato la necessità di procedere a passaggi di verifica politica, rischia di prefigurare tempi che non sono accettabili rispetto all’urgenza del problema. Serve agire con maggiore determinazione, ogni ritardo sarebbe inspiegabile e finirebbe per lasciare irrisolta e aggravata la situazione, che vede da anni un ricorso abnorme al lavoro precario, con grave danno per chi lavora e disagi evidenti per l’andamento del servizio e la qualità del sistema scolastico.

A questo punto spetta alle forze politiche, a partire da quelle di maggioranza, sostenere una soluzione legislativa. Il Capo di Gabinetto si è impegnato a presentare uno schema di decreto, al quale l’Amministrazione sta lavorando in coerenza con la proposta sindacale unitaria, in un prossimo incontro, al fine di dare quelle risposte concrete che tutti si aspettano e alle quali è legata anche la prosecuzione di un proficuo e costruttivo confronto.

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Passaggio di ruolo: è sempre su sede definitiva, spetta il punteggio di continuità

Mar, 21/05/2019 - 18:34

Una lettrice ci scrive:

Sono entrata in ruolo nella scuola secondaria di 1° grado nell’anno scolastico 2008-2009 (decorrenza giuridica 2007-2008). Dall’a.s. 2015-2016 insegno nella scuola secondaria di 2° grado avendo ottenuto passaggio di ruolo dalla scuola secondaria di 1° grado (dalla classe di concorso A043-attuale A022 alla A050-attuale A012). Nel corso di quell’a.s. 2015-2016 chi, come me, aveva ottenuto il passaggio di ruolo su una sede non provvisoria ma definitiva (esito del passaggio pubblicato nel giugno del 2015) ha dovuto affrontare nuovamente l’anno di formazione, essendo considerato in anno di prova, così come previsto per i neo-assunti in ruolo. Quest’anno ho inoltrato domanda di passaggio di cattedra per l’a.s.2019-2020 dalla classe di concorso A012 alla A011 e, avendo prestato servizio di ruolo senza soluzione di continuità nella classe di concorso A012 nell’istituto di titolarità dall’anno di prova 2015-2016 a quest’anno scolastico 2018-2019, pensavo di aver maturato i 3 anni minimi necessari per ottenere in totale 6 punti (anni 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018, anno in corso escluso). Ieri mi è arrivata la notifica del punteggio e questi 6 punti non mi sono stati riconosciuti, essendo stata equiparata in toto a chi nell’a.s. 2015-2016 ha affrontato l’anno di prova su sede provvisoria in quanto neo-immesso.Vorrei sapere se tali punti mi spettano, considerato che io nell’anno di prova ero già su sede definitiva, e se quindi devo presentare reclamo, o se la legge prevede che chi nel 2015-2016 ha svolto l’anno di prova dopo passaggio di ruolo non deve calcolare quell’anno per la continuità di servizio come avviene per chi nel 2015-2016 ha affrontato l’anno di prova come neo-assunto”

Il passaggio di ruolo è un movimento volontario che rientra nella mobilità professionale ed è disposto sempre su sede definitiva.

Il docente che ottiene il passaggio di ruolo acquisisce, quindi, la titolarità nella scuola assegnata con il passaggio

Passaggio di ruolo e anno di prova

In seguito al passaggio di ruolo il docente è tenuto allo svolgimento dell’anno di prova e formazione nella sua interezza come disposto nell’art.2 comma 1 del DM n.850/2015, dove si stabilisce quanto segue:

Sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova:

  1. i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo;
  2. i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti. In ogni caso la ripetizione del periodo comporta la partecipazione alle connesse attività di formazione, che sono da considerarsi parte integrante del servizio in anno di prova;
  3. i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo”

Non devono svolgere l’anno di prova in seguito a passaggio di ruolo soltanto i docenti che rientrano in un grado di istruzione dove hanno già svolto l’anno di prova. In questo caso non sono tenuti a ripeterlo in quanto l’anno di prova si svolge una sola volta per ogni ordine di scuola

Punteggio continuità dopo passaggio di ruolo

Dopo il passaggio di ruolo il docente comincia a maturare il punteggio di continuità nella scuola a decorrere dall’anno scolastico in cui ottiene il movimento che, si  ribadisce,  è su sede definitiva, anche se è in anno di prova

L’anno scolastico 2015/16 non può essere considerato per la valutazione del punteggio di continuità  dai docenti immessi in ruolo in questo anno scolastico, poiché le immissioni in ruolo fino al 2015/16 erano su sede provvisoria e la scuola assegnata non era la sede di titolarità anche se diventerà tale l’anno successivo

Diverso è per i docenti che acquisiscono subito la titolarità nella scuola in seguito al passaggio di ruolo

Conclusioni

La nostra lettrice ha quindi diritto, per la mobilità, al punteggio di continuità maturato nella scuola di titolarità. Ha prestato, infatti, servizio continuativo, come docente titolare nella scuola per la stessa classe di concorso e tipologia di posto, per un triennio a decorrere dall’anno scolastico 2015/16.

Spettano alla docente quindi 6 punti di continuità (2 per ogni anno del triennio)

Si consiglia, pertanto, alla nostra  lettrice, di segnalare l’errore e presentare richiesta di rettifica all’Ufficio Scolastico Provinciale

 

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Scuolabus si ribalta, illesi i 13 studenti a bordo

Mar, 21/05/2019 - 18:13

I ragazzi, come riferisce l’Ansa, sono  illesi, come anche l’autista.

Gli agenti della polizia locale stanno indagano sulle cause dell’incidente.

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Elenchi nazionali professionisti beni culturali, Testamento (M5S): bene decreto Bonisoli

Mar, 21/05/2019 - 18:09

I sette elenchi professionali (archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali, storici dell’arte) riconoscono finalmente la dovuta attenzione ai tanti professionisti del settore, favorendo il merito e la specializzazione e valorizzando le competenze effettivamente acquisite.

Ecco perché siamo particolarmente soddisfatti di questo provvedimento, frutto del lavoro di mesi e dell’ascolto delle esigenze delle categorie coinvolte, con la costante attenzione del ministro Bonisoli e il nostro contributo in Parlamento”. Lo afferma la deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura Rosalba Testamento.

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Maturità 2019, colloquio: ecco come si passa dai materiali al percorso. Indicazioni Miur

Mar, 21/05/2019 - 18:07

L’USR Liguria ha pubblicato i materiali dell’incontro svolto con gli aspiranti presidenti di commissione.

Vediamo cos’è previsto in merito al colloquio, principale elemento di novità e preoccupazione, ricordando dapprima i requisiti di ammissione all’esame.

Ammissione

Nel documento si ricordano i requisiti prorogati al prossimo anno scolastico:

  • partecipazione prove invalsi;
  • svolgimento alternanza.

Per il 2018/19, pertanto, i requisiti per i candidati interni saranno i seguenti:

  • frequenza di almeno tre quarti del monte ore personalizzato, fatte salve le deroghe previste dal collegio docenti;
  • votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina. Nel caso di una votazione inferiore a sei decimi in una disciplina, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, l’ammissione all’esame;
  • voto di comportamento non inferiore a sei decimi.
Colloquio

Il colloquio:

– prende avvio dai materiali
– si svolge in un’unica soluzione temporale, alla presenza dell’intera commissione
– la commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però una
rigida distinzione tra le stesse
– i commissari interni ed esterni, affinché il loro coinvolgimento sia più
possibile ampio, conducono l’esame in tutte le discipline in cui hanno
titolo, anche relativamente alla discussione delle prove scritte

I materiali, come detto più volte, costituiscono lo spunto di avvio del colloquio, che si sviluppa in una più ampia trattazione di carattere pluridisciplinare che possa esplicitare al meglio il conseguimento del PECUP.

La scelta dei materiali ha l’obiettivo di favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline.

Questi i materiali da predisporre: 

  • Testi (es. brani in poesia o in prosa, in lingua italiana o straniera)
  • Documenti (es. spunti tratti da giornali o riviste, foto di beni artistici e monumenti, riproduzioni di opere d’arte; ma anche grafici, tabelle con dati significativi ……..)
  • Esperienze e progetti (es.: spunti tratti dal documento del 15 maggio )
  • Problemi (es.: situazioni problematiche legate alla specificità dell’indirizzo, semplici casi pratici e professionali)

La scelta dei sopra riportati materiali deve avvenire in base ai seguenti criteri:

– coerenza con gli obiettivi del PECUP
– coerenza con il percorso didattico effettivamente svolto (documento del 15 maggio)
– possibilità di trarre spunti per un colloquio pluridisciplinare
– ricerca di omogeneità tra le tipologie e il livello di difficoltà dei materiali

Conduzione del colloquio

I materiali costituiscono l’inizio del colloquio finalizzato anche a verificare l’autonomia e la capacità di  orientamento del candidato.

La commissione deve operare in maniera realmente collegiale ed è opportuno stabilire, caso per caso, il commissario che darà avvio alla prova e condurrà l’approccio alla prima parte; gli altri commissari si inseriscono progressivamente per approfondire aspetti disciplinari anche non direttamente collegati al materiale di partenza.

Dai materiali al percorso

Nel documento si forniscono, inoltre, indicazioni per passare dai materiali al percorso:

Il percorso, dunque, si costruisce in situazione (personalizzazione: lo stesso materiale può portare a diverse «strade»):

1. al candidato si richiede di analizzare un materiale
2. il materiale è attinente al percorso formativo
3. il pieno coinvolgimento delle altre discipline può essere realizzato anche nelle altre parti del colloquio:

– illustrazione dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro);

– verifica delle competenze di Cittadinanza e Costituzione.

I materiali

Ecco i materiali pubblicati dell’USR Liguria:

  1. ESAMI DI STATO NORMATIVA
  2. DOCUMENTO 15 MAGGIO 2019
  3. AMMISSIONE E CREDITI
  4. PROVE SCRITTE
  5. COLLOQUIO
  6. CASI PARTICOLARI – H – DSA
  7. ESAMI ESABAC

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Mobilità e punteggio servizio nelle piccole isole: quando si può raddoppiare

Mar, 21/05/2019 - 17:56

Una lettrice ci scrive:

Desideravo sapere se viene attribuito, nella mobilità,  punteggio aggiuntivo per servizio svolto nelle piccole isole anche se sono stata in congedo straordinario per assistenza figlia disabile”

La valutazione del punteggio spettante per la mobilità segue le regole stabilite nel CCNI secondo quanto prevede la tabella di valutazione allegata

Punteggio doppio per servizio piccole isole

Come stabilito nella succitata tabella è possibile raddoppiare il punteggio per il servizio svolto nelle piccole isole, sia il servizio in ruolo che il servizio pre-ruolo.

Le specifiche voci che indicano questa possibilità sono inserite nella Tabella A per il trasferimento e nella Tabella B per la mobilità professionale, nella lettera A1) per il servizio in ruolo e nella lettera B1) per il servizio pre-ruolo, come di seguito indicato:

A1) per ogni anno di servizio effettivamente prestato dopo la nomina nel ruolo  di appartenenza in scuole o istituti situati nelle piccole isole  in aggiunta al punteggio di cui al punto A)…………………………..punti 6

B1) per ogni anno di servizio pre-ruolo o di altro servizio di ruolo riconosciuto o riconoscibile ai fini della carriera o per ogni anno di servizio pre-ruolo o di altro servizio di ruolo nella scuola dell’infanzia, effettivamente prestato in scuole o  istituti situati nelle piccole isole  in aggiunta al punteggio di cui al punto B)

Per la mobilità volontaria…………………………punti 6

Per la mobilità d’ufficio (4)……………………..punti 3

Cosa si intende per “piccole isole”

Il contratto fornisce chiarimenti  su cosa intenda con la dizione “piccole isole”.

Nella nota 3) della tabella di valutazione si chiarisce, infatti, che “La dizione “piccole isole” è comprensiva di tutte le isole del territorio italiano, ad eccezione, ovviamente, delle due isole maggiori (Sicilia e Sardegna).Il punteggio aggiuntivo previsto per il servizio prestato nelle piccole isole è attribuito indipendentemente dal luogo di residenza dell’interessato

Quali condizioni per valutare il doppio punteggio

Ai fini dell’attribuzione del doppio punteggio per il servizio nelle piccole isole questo deve essere effettivamente prestato

Le uniche eccezioni,  come esplicitato nella nota 2) della tabella di valutazione, sono le assenze per gravidanza, puerperio e per servizio militare di leva o per il sostitutivo servizio civile, per il periodo previsto per la valutazione di un intero anno scolastico.

Conclusioni

L’assenza per congedo straordinario per assistenza figlia disabile, caso che interessa la nostra lettrice, non rientra tra quelle che consentono la valutazione del doppio punteggio pur non avendo prestato effettivo servizio in piccola isola.

La nostra lettrice quindi dovrà valutare l’anno di servizio normalmente senza raddoppiarlo

 

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by Dr. Radut