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Aggiornato: 32 min 6 sec fa

Pensione personale ATA con requisiti dopo il 1 settembre: ecco quando

2 ore 6 min fa

Buongiorno ho bisogno di un cortese urgente riscontro al mio quesito sul pensionamento a cui potrò accedere sono nata nel 1953, ho compiuto 66 anni di età il 14/09/2019 e lavoro in qualità di personale ATA dal 31/12/1983 ho proprio bisogno di chiarimenti circa la data di decorrenza della mia pensione perchè ho ricevuto fino ad adesso pareri contrastanti posso essere collocata in pensione dal 1° settembre 2020 anche se compirò 67 anni di età il 14/09/2020 per raggiunti limiti di età ? avrò penalizzazioni nel sistema di calcolo pensionistico? come procedere?
grazie mille
vi prego di darmi risposta anche a questo indirizzo mail

Bisogna fare una differenziazione nel suo caso tra pensionamento d’ufficio e domanda di pensione.

Il pensionamento a riposo d’ufficio per raggiunti limiti di età il 1 settembre di ogni anno sopravviene solo per il personale del comparto scuola che raggiunge i requisiti di pensionamento (i 67 anni di età o il 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, nel caso della pensione anticipata con almeno 65 anni di età) entro il 31 agosto dell’anno in questione.

Se, poi, lei, nonostante non intervenga il pensionamento d’ufficio nel suo caso, che compie i 67 anni a settembre, vuole accedere comunque al pensionamento il 1 settembre 2020, dovrà presentare domanda di cessazione dal servizio entro dicembre 2019.

Per il personale del comparto scuola, infatti, è possibile accedere al pensionamento il 1 settembre di ogni anno a patto che si raggiungano i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre dello stesso anno.

La scuola, quindi, non può forzatamente collocarla a riposo, ma lei può scegliere il pensionamento in ogni caso (altrimenti sarebbe collocata a riposo d’ufficio il 1 settembre 2021).

Nessuna penalizzazione sulla pensione che sarà calcolata, in ogni caso sul suo montante contributivo maturato al momento del pensionamento.

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Concorso Dirigenti Scolastici 2017, idonei potrebbero essere assunti. Difficile invece la mobilità straordinaria

2 ore 13 min fa
Idonei concorso Dirigenti Scolastici

La graduatoria del concorso 2017 Dirigenti Scolastici ha compreso coloro che sono stati dichiarati vincitori, con esclusione degli ammessi con riserva -che non possono essere dichiarati vincitori sino all’esito del contenzioso- ossia candidati utilmente collocati entro il 2900° posto e gli idonei (fino al n. 3420). 

Le assunzioni dell’anno scolastico 2018/19

Ha riguardato in prima battuta 1.984 vincitori.

I posti lasciati liberi a causa delle rinunce sono stati coperti tramite lo scorrimento della graduatoria nazionale, a partire dalla posizione dell’ultimo incarico conferito e sono stati assegnati ulteriori 61 ruoli.

80 depennati da graduatoria

80 i vincitori depennati da graduatoria per

  • aver rinunciato all’assunzione;
  •  non aver preso servizio senza giustificato motivo nel termine indicato dall’USR;
  • non aver perfezionato l’assunzione, entro trenta giorni, con la presentazione dei documenti richiesti dall’articolo 16 del bando.

Ricordiamo che la sentenza sul contenzioso relativo al Concorso è stata rinviata al 12 marzo 2020.

Assunzione idonei

La dott.ssa Palumbo, presente all’incontro con i sindacati ha confermato che l’inserimento in graduatoria degli idonei è evidente segnale dell’Amministrazione di non disperdere la risorsa e che dunque l’Amministrazione si adopererà per la loro assunzione. Posizione che il Miur aveva espresso sin dall’estate.

Mobilità straordinaria

Più difficile – riporta la CISL – la questione legata ad una eventuale mobilità straordinaria per i Dirigenti Scolastici già assunti nell’anno scolastico 2019/20, per i quali vige un vincolo triennale di permanenza.

Dei 1.984 vincitori assegnati 1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza.

Al di là di questo gruppo, ci sono stati Dirigenti per i quali la regione assegnata è stata dalla 4 alla 14.

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Orientamento dopo il diploma: scegliere una laurea o un ITS?

2 ore 28 min fa

Come ogni anno ci viene ricordato dalle rilevazioni di AlmaLaurea, esistono alcuni corsi di laurea che esibiscono dei tassi di occupazione in uscita piuttosto bassi, come per esempio quelli in Lettere, Psicologia o Giurisprudenza. Altri, al contrario, vedono i propri laureati entrare in tempi brevi nel mondo delle professioni, garantendo spesso anche livelli retributivi di un certo rilievo, e parliamo per esempio delle varie lauree in Ingegneria, di Medicina e chirurgia e di Sicurezza informatica.

Ma ai giovani che concludono il proprio percorso di scuola superiore e che intendono proseguire con studi terziari non è dato da scegliere soltanto tra i diversi corsi di laurea e le diverse facoltà universitarie. Essi hanno infatti un’altra possibilità: iscriversi a uno dei 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS) italiani, percorsi professionalizzanti pensati in prima battuta per fornire le competenze richieste dal mercato del lavoro, con un occhio particolarmente attento alle eccellenze del sistema d’impresa territoriale dell’ambito in cui il singolo ITS insiste. Percorsi che si sviluppano in 6 particolari ambiti disciplinari: 1) Mobilità sostenibile, 2) Efficienza energetica, 3) Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo, 4) Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, 5) Nuove tecnologie della vita, 6) Nuove tecnologie per il Made in Italy.

Gli ITS, per quanto ancora poco conosciuti in Italia, rappresentano allora una valida alternativa alla laurea, perché sono presenti in quasi tutte le Regioni italiane, perché offrono percorsi formativi in vari ambiti disciplinari, perché garantiscono una formazione di livello terziario e perché, in accordo con quanto detto sopra, hanno dei livelli di occupazione in uscita molto elevati: secondo il rapporto Education at a glance 2019 si parla dell’82% nella classe di età 25-64 anni (valore che in alcune aree del Paese arriva anche a toccare quota 90%).

Nonostante questo, però, sono ancora pochissimi i giovani che decidono di iscriversi a un ITS. Secondo dati riferiti al 2018, infatti, in Italia ci si attesterebbe su un totale nazionale di circa 11.000 studenti coinvolti negli ITS. Numero che fa impallidire se confrontato con quelli degli analoghi istituti di Germania (760.000 iscritti), Francia (530.000), Spagna (400.000) e Gran Bretagna (270.000).

Insomma, diffondere la conoscenza degli ITS e delle possibilità da essi offerti sembra essere uno degli imperativi da seguire per coniugare elevati livelli di istruzione con l’obiettivo di raggiungere piena occupazione tra i giovani (maggiori informazioni sugli ITS sono disponibili qui).

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Studenti anticipatari alla primaria, hanno o no maggiori difficoltà nell’apprendimento scolastico? Cosa dice l’Invalsi

2 ore 33 min fa

Il fenomeno dell’anticipo dei bambini dell’ingresso alla primaria riguarda più le regioni del Sud e delle Isole. A Nord e al Centro la percentuale è dell’1%, mentre a Sud e Isole arriva fino al 4%.

Molte sono le teorie sull’opportunità o meno dell’anticipo dei bambini alla primaria, nel rapporto Invalsi 2017 troviamo un capitolo di analisi specifico che affronta le tematiche dei punteggi raggiunti da tali studenti nelle prove, così come a termine della V primaria.

Molto è demandato alle condizioni economico-culturali delle famiglie che hanno una profonda incidenza sull’andamento scolastico degli anticipatari, come dei bambini che hanno effettuato l’ingresso regolarmente.

Esiste, quindi, una regola sull’anticipazione?

Nel video si analizzano i risultati raggiunti dallo studio Invalsi.

 

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I docenti figli di disabili non hanno diritto alla precedenza in sede di mobilità. Sentenza

3 ore 30 sec fa
Sul diritto di precedenza di cui alla 104 nelle operazioni di mobilità

Veniva riscontrato dalla ricorrente un contrasto contrasto con l’art. 33, comma 5, della L. n. 104 del 1992 dell’art. 13 del C.C.N.I. 8.04.2016 e del C.C.N.I. 11.04.2017 nella parte in cui prevede che il docente che assiste il genitore disabile grave è titolare di precedenza soltanto nelle operazioni di mobilità provinciale, non anche nelle operazioni di mobilità interprovinciale. Per il giudice l’art. 13 del C.C.N.I. 8.04.2016 e del C.C.N.I. 11.04.2017 lungi dall’obliterare il disposto degli artt. 21 e 33, comma 5, della L. n. 104 del 1992 prevede, in realtà, un diritto di precedenza nelle operazioni di mobilità in favore dei docenti affetti essi stessi da handicap grave ovvero dei docenti che prestano assistenza a figli, fratelli o coniugi disabili gravi.

Il successivo art. 14 dispone poi che il docente che assiste il genitore disabile grave ha il diritto di partecipare “alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal C.C.N.I. sulla mobilità annuale.” L’art. 33 della L. n. 104 del 1992 prevede, ai commi 3 e 5, che “il lavoratore dipendente pubblico o privato che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado (…) ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere”.

La giurisprudenza di legittimità ha ripetutamente affermato che:

“Il diritto, in virtù dell’inciso contenuto nella norma, secondo il quale esso può essere esercitato ove possibile, in applicazione del principio del bilanciamento degli interessi (…) non è assoluto e privo di condizioni e implica un recesso del diritto stesso, ove risulti incompatibile con le esigenze economiche e organizzative del datore di lavoro, poiché in tali casi, soprattutto per quanto attiene ai rapporti di lavoro pubblico, potrebbe determinarsi un danno per la collettività” (vedi Cass. 15.01.2016, n. 585; in senso conforme vedi, ex multis, Cass. 25.01.06 n. 1396 e Cass. 27.03.08 n. 7945). E’ importante trascrivere una parte della motivazione di Cass. 585/2016, in quanto tale pronuncia ha ad oggetto una procedura di mobilità scolastica che presenta rilevanti elementi di analogia con quella oggetto di questo giudizio.

“La mobilità dei dipendenti dei conservatori pubblici è regolata dal contratto collettivo decentrato 31.05.02, il quale all’art. 8, con riferimento alle situazioni di handicap, prevede una graduazione nelle precedenze “nelle operazioni di trasferimento”, assegnando le priorità a seconda delle categorie di menomazione. La priorità assoluta è riservata ai dipendenti portatori essi stessi di handicap; successivamente sono previste (peraltro con limitazioni territoriali predefinite) alcune categorie di soggetti riconducibili all’art. 33 (genitori di minore con handicap, handicappato maggiorenne in situazione di gravità, coniugi o figli obbligati all’assistenza che “abbiano interrotto una situazione di assistenza continuata a seguito di instaurazione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato”). Lo stesso contratto, nel riconoscere le esigenze di famiglia del personale docente rilevanti ai fini della formazione delle graduatorie dei trasferimenti, prevede per esse l’attribuzione di punteggi. In particolare, attribuisce tre punti “per la cura e l’assistenza dei parenti conviventi (diversi dai figli e dal coniuge) e degli affini conviventi entro il terzo grado, di cui all’art. 33 della L. n. 104 del 1992″ (tabella sub allegato A, punto 2, lett. e).

Il caso dell’odierno ricorrente ricade nella seconda ipotesi, ove la posizione soggettiva del dipendente e le esigenze di assistenza ad essa connesse sono prese in considerazione non con l’attribuzione del diritto di prescelta, ma con l’attribuzione di un punteggio supplementare, che consenta il raggiungimento di un punteggio complessivo che gli consenta una collocazione potiore in graduatoria.

Tali disposizioni si pongono in sintonia con l’interpretazione della L. n. 104 del 1992, art. 33, sopra accolta e, soprattutto, predispongono una regolazione del diritto di precedenza, assegnando a ciascuna situazione, in relazione alla sua gravità ed alle connesse esigenze di assistenza, una giusta considerazione ai fini del trasferimento. Nonostante la sua natura negoziale tale disciplina del diritto soddisfa una esigenza basilare dell’amministrazione, quale la corretta gestione della mobilità del personale, e si colloca nell’ambito del principio del bilanciamento degli interessi che, come sopra evidenziato, la legge privilegia. In conclusione (…) deve rilevarsi che la clausola negoziale appena richiamata resiste al confronto con la norma di legge e si pone, anzi, in armonia con i principi a quest’ultima sottesi.”

I docenti figli di disabili non hanno diritto alla precedenza in sede di mobilità ma solo in assegnazione provvisoria

Le affermazioni contenute nella motivazione di Cass. 585/2016 sono applicabili anche al caso di specie.

L’art. 13 del C.C.N.I. 8.04.2016 e del C.C.N.I. 11.04.2017 prevede, così come il contratto collettivo decentrato scrutinato dalla Corte di Cassazione, una graduazione delle precedenze collegate alle situazioni di handicap grave che privilegia la gravità della situazione e le connesse esigenze di assistenza: al primo posto vengono i docenti portatori essi stessi di handicap grave, al secondo posto vengono i genitori di figli con handicap grave o, in assenza dei genitori, i docenti fratelli di disabili gravi, al terzo posto vengono i coniugi di disabili gravi.

I docenti figli di disabili gravi non godono di un diritto di precedenza in sede di operazioni di mobilità (così come nella fattispecie scrutinata dalla Corte di Cassazione), tuttavia essi godono di una precedenza nelle operazioni annuali di assegnazione provvisoria (ciò in applicazione del disposto dell’art. 14 del C.C.N.I. 8.04.2016 e del C.C.N.I. 11.04.2017); si tratta di un beneficio sicuramente equiparabile, se non di maggior favore, rispetto a quello – pur ritenuto legittimo da Cass. 585/2016 – del riconoscimento di un punteggio aggiuntivo (3 punti).

Ragion per cui si deve concludere che la disciplina di cui agli artt. 13 e 14 del C.C.N.I. 8.04.2016 e del C.C.N.I. 11.04.2017 si pone in perfetta armonia con i principi sottesi al disposto dell’art. 33, comma 5, della L. n. 104 del 1992, in quanto “soddisfa una esigenza basilare dell’amministrazione, quale la corretta gestione della mobilità del personale, e si colloca nell’ambito del principio del bilanciamento degli interessi che, come sopra evidenziato, la legge privilegia” (Cass. 585/2016).”

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Fioramonti: 3 miliardi per l’istruzione si trovano, pensiamo ad altre tasse virtuose

3 ore 6 min fa

Sto lavorando per trovare le risorse per la scuola, l’università e la ricerca. Le mie proposte sono già note: fisco intelligente con rimodulazione Iva su consumi dannosi alla salute e all’ambiente, in particolare una tassa di scopo sui voli aerei e una sugar tax” ha affermato Fioramonti, che all’inizio del mandato aveva espresso l’idea di reperire 2 miliardi per la scuola e uno per l’università.

Non solo la proposta di tassare le merendine e i voli aerei, il ministro riferisce che “si sta ragionando su altre tasse definite ‘virtuose’ perché indirizzano verso comportamenti ecologici e sostenibili”. A tal proposito Fioramonti sottolinea che, in occasione della festa per i 10 anni del M5S, Di Maio ha proposto “tasse differenziate alle aziende” per fare in modo che si disincentivi l’uso della plastica tassando meno chi imbottiglia le bibite con il vetro.

Sono convinto che le risorse, i tre miliardi appunto, si trovano: necessari per far ripartire l’istruzione. È necessario invertire la tendenza, negli altri grandi Paesi europei si mira all’istruzione per accrescere l’economia, mentre noi tagliamo” conclude il ministro.

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PDP per alunni BES, quando i docenti sono tenuti a redigerlo. Tre webinar gratuiti

3 ore 6 min fa

Prima di affrontare questo annoso problema facciamo chiarezza su alcuni punti:

Chi sono i BES?

Il termine BES “Bisogni Educativi Speciali” è entrato nel linguaggio di uso quotidiano, soprattutto dopo la direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012.

Con la direttiva sui BES, finalmente anche gli alunni senza certificazione ma con difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o linguistico, possono beneficiare di interventi mirati e personalizzati, formalizzati ufficialmente nel PDP.

Cos’è il PDP?

I docenti possono adottare un percorso individualizzato mirato alle esigenze personali degli alunni con bisogni educativi speciali, grazie alla stesura di un PDP (Piano Didattico Personalizzato).

La circolare del MIUR n. 8/2013 evidenzia la possibilità di estendere a tutti gli studenti che presentano delle difficoltà il diritto a personalizzare l’apprendimento e il Consiglio di classe indica in quali casi sia necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica, precisando eventualmente le misure compensative o dispensative che intenderanno utilizzare.

Molto importante è la presa in carico degli alunni con BES, infatti l’intervento deve essere realizzato in stretta collaborazione tra scuola, famiglia ed eventuali esperti.

È bene sapere che per poter avviare un percorso di individualizzazione e personalizzazione quest’ultimo deve essere necessariamente deliberato dal Consiglio di classe, solo allora si potrà procedere alla stesura di un PDP firmato dal dirigente scolastico, dai docenti e dalla famiglia.

Ma cosa cambia se il nostro alunno ha o meno una certificazione?

Qualora la stesura di un PDP sia rivolta a un alunno che non abbia una certificazione, il Consiglio di classe deve fornire valide motivazioni della necessità di una personalizzazione dell’apprendimento.

Il PDP viene invece redatto, nel caso di alunni che abbiano una certificazione (ad esempio i DSA) e qualora si riscontrino carenze riconducibili al disturbo che inficiano il corretto apprendimento.

Quando il PDP è obbligatorio e quando no?

Si precisa che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi, che però non hanno diritto alla certificazione di Disabilità (o di DSA), il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione, come evidenziato nel Piano Didattico Personalizzato, pag. 2 Nota Ministeriale MIUR del 22/11/2013, n°2363.

Discorso diverso dobbiamo farlo per gli alunni stranieri e per i NAI (neoarrivati in Italia), infatti la circolare esplicita chiaramente che tali studenti necessitano di interventi mirati a potenziare l’apprendimento della lingua italiana e quindi il PDP va redatto solo in casi particolari.

È opportuno ricordare, che anche in assenza di tali piani di lavoro mirati ai diversi Bisogni Educativi Speciali è sempre possibile attivare percorsi di individualizzazione e personalizzazione, in virtù di quanto disposto dal DPR n. 275/99 e della L. n. 53/03.

Concludendo

Sintetizzando il Consiglio di classe è obbligato a redigere un PDP quando è presente una certificazione medica che impedisce o rende difficoltoso l’apprendimento (come ad esempio una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento), mentre negli altri casi vige la discrezionalità del Consiglio di classe solo se si evidenziano necessità di avviare percorsi individualizzati e personalizzati, redatti nel PDP con validità annuale.

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO SEGUI IL WEBINAR GRATUITO DEL PROF. LUIGI RUSSO

3 WEBINAR GRATUITI – BES-DSA Chi sono e come gestirli

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Concorso straordinario secondaria: batteria test, data prova scritta, anno supplenza per abilitazione. Risposte a quesiti

3 ore 16 min fa

Quesito n. 1

Concorso straordinario. Volevo chiedervi se e’ vero che ci sara’ una batteria di domande (qualche giorno prima della prova scritta) tra le quali  saranno estrapolate quelle oggetto del test.

Alla redazione di OrizzonteScuola, ad oggi, non risulta tale previsione.

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 ottobre ha indicato quale sarà il programma previsto per la prova scritta, ma non fa alcun accenno a tale batteria di quesiti.

Il decreto ci dice che la prova scritta sarà selettiva, computer based, con quesiti a risposta multipla da superare con 7/10.

La prova riguarda il programma di esame previsto per la prova dei concorsi per la scuola secondaria banditi nel 2018.

La prova si intenderà superata dai docenti che conseguiranno il punteggio minimo di sette decimi o equivalente.

Il programma di esame per il concorso straordinario 2019 si trova quindi nel bando del concorso 1° febbraio 2018, che così affermava ” La prova orale per i posti comuni, distinta per ciascuna classe di concorso, ha per oggetto il programma di cui all’allegato A del DM n. 95 del 2016, limitatamente alle parti e per i  contenuti riguardanti le classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado”

Il programma di studio è quindi quello dei precedenti concorsi 2016 e 2018, solo che questa volta la prova si baserà su quesiti a risposta multipla.

Quesito n. 2 vorrei chiedere se come si evince dall’intesa siglata,  i docenti  che superano i 7/10 alla prova scritta per ottenere l’abilitazione devono avere un contratto annuale o fine termine lezioni nell’a. s. 2019 /2020 o 2020/2021? Perché non risulterebbe chiesto e giusto e discriminatoria se fosse inteso x l’a. s 2019 /20.  Grazie Su questo punto, effettivamente, non è stato detto nulla. Attendiamo ulteriori indicazioni. Molto probabilmente saranno validi tutti gli anni utili perché tutti i docenti nell’elenco possano conseguire l’abilitazione. Quesito n. 3 La prova scritta si farà entro dicembre 2019? Lo riteniamo impossibile. E’ vero che nel decreto approvato il 10 ottobre si legge che il Miur “è autorizzato a bandire, contestualmente al concorso ordinario […], entro il 2019, una procedura straordinaria..” ma i tempi sono molto stringati. Innanzitutto bisognerà vedere se il Decreto sarà pubblicato prima o si attenderanno i 60 giorni di tempo utili per eventuali modifiche, poi bisognerebbe avviare tutto l’iter per il concorso. Decreto, bando, presentazione delle domande, organizzazione prova e svolgimento della stessa: impossibile entro fine 2019. Naturalmente, più il bando ritarderà e più le aspettative di coloro che maturano la terza annualità valida per l’accesso nell’a.s. 2019/20 diventeranno più importanti. Preparati al concorso con il corso di Orizzonte Scuola per rientrare nei 24mila posti disponibili

 

Scarica il decreto approvato il 10 ottobre 2019

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Concorso didattico Parmalat “Educational in Gocce”

3 ore 32 min fa

Gioca e prova a vincere sul sito educational.parmalat.it!

Dal 15 ottobre 2019 al 30 aprile 2020 è online il nuovo concorso di Educational In Gocce. Svolgi le attività online con i ragazzi, a scuola e in famiglia, per accumulare punti e provare a vincere fantastici premi!

Cari insegnanti,

grazie al Concorso Educational In Gocce apprendimento e divertimento sono garantiti!

Svolgendo le attività formative sui principi nutritivi del latte, la filiera del latte e il packaging la vostra classe potrà vincere fantastici premi!

In palio:

1° premio: un tablet
2° premio: una fornitura di 50 risme di carta da fotocopie

Il concorso è rivolto a studenti, insegnanti e famiglie degli alunni delle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondaria di primo grado, residenti in Italia

Per partecipare è necessario registrarsi sul sito educational.parmalat.it nell’area Accedi. I docenti iscrivono la propria classe scegliendo un username personale della classe, che potrà essere utilizzato anche dalle famiglie al momento della loro registrazione.

Le famiglie degli studenti potranno contribuire ad aumentare il punteggio della classe del figlio, svolgendo da casa qualsiasi attività inclusa nel concorso. Il punteggio viene conteggiato quando l’utente famiglia svolge ogni attività didattica per la prima volta.

Il concorso è valido dal 15 Ottobre 2019 al 30 Aprile 2020 alle 12:00.

Scarica e diffondi la cartolina

Leggi il regolamento del concorso.

La sezione Educational In Gocce offre tante opportunità di apprendimento e approfondimento tramite schede scaricabili gratuitamente sulle tematiche educative come corretti stili di vita, sana alimentazione e salvaguardia dell’ambiente.

Nella sezione Attività laboratoriali sono presenti i video tutorial per realizzare progetti creativi in classe con materiali di riuso e esperimenti.

E non finisce qui… grazie al Gioco dell’Oca Golosa e al questionario della Piramide Alimentare potrete coinvolgere gli studenti in attività di gruppo interattive, con supporti analogici e digitali.

Rimanete aggiornati per saperne di più, iscrivendovi alla newsletter e consultando il Blog del Professor Strampalat!

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ATA, controllo titoli: rischio il licenziamento per errore scuola capofila

3 ore 38 min fa

Una nostra lettrice chiede

Gentilissima Lalla, ho presentato domanda per le graduatorie ATA 2017/2020. Sono stata assunta come AA il 20 settembre 2019 e la scuola oggi sostiene che il punteggio di inserimento sia sbagliato.

Tutto quanto da me dichiarato è vero: ho portato tutte le attestazioni relative e sono state verificate. Pare si sia trattato di un errore della scuola dove ho presentato la domanda nel 2017 (diversa da quella in cui lavoro ora).

La scuola dove lavoro sostiene che devono licenziarmi e riscorrere la graduatoria. Dato che non sono stata io la causa dell’errore, come posso tutelarmi?

La situazione in cui mi pongono è difficile, anche perché ho rifiutato altre opportunità di lavoro per l’impegno preso.

Ringrazio per l’attenzione e porgo molti cordiali saluti.

di Giovanni Calandrino – In questo caso avrebbe dovuto fare reclamo, entro i termini, per l’errore di valutazione da parte della scuola che ha gestito la domanda ai sensi dell’art. 9 del D.M. 640/2017 delle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale ATA:

9.1 Avverso l’esclusione o nullità, nonché avverso le graduatorie, è ammesso reclamo al dirigente della istituzione scolastica che gestisce la domanda di inserimento.

9.2 Il reclamo deve essere prodotto entro 10 giorni dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria. Nel medesimo termine si può produrre richiesta di correzione degli errori materiali.

Entro 10 gg. della pubblicazione delle graduatorie provvisorie avrebbe dovuto produrre reclamo per l’errore di valutazione commesso dalla scuola, cosa che invece non ha fatto.

In conclusione l’istituzione scolastica di attuale servizio sta agendo in maniera corretta applicando l’art. 7 del decreto summenzionato.

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Concorso ordinario secondaria, requisito laurea + 24 CFU. Consulenza

4 ore 8 min fa
Il decreto, sempre in considerazione del concorso straordinario, ha anche modificato i titoli di accesso prima stabiliti dalla modifica attuata al Decreto Legislativo n. 59/2017 con la Legge di Bilancio 2019.

I requisiti per l’accesso al concorso ordinario diventano i seguenti:

Posti comuni:

    1. abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure
    2. laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Controlla classi di concorso a cui puoi accedere con la tua laurea  oppure
    3. abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente

Il requisito “laurea + 3 anni di servizio” così come la riserva di posti prevista per questa categoria di docenti è stata eliminata.

Per i posti di insegnante tecnico-pratico (ITP) il requisito richiesto sino al 2024/25 è:

  • il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore (tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017).

Per i posti di sostegno: 

Requisiti già indicati per i posti comuni oppure quelli per i posti di ITP più il titolo di specializzazione su sostegno.

N.B. Il Decreto potrà ancora essere modificato in Parlamento prima della trasformazione in legge entro 60 giorni, per cui l’aggiornamento definitivo dei requisiti potrà essere valutato solo con la pubblicazione della Legge.

Laurea + 24 CFU. Consulenza

Numerosi i quesiti già pervenuti a lallaorizzonte@orizzontescuola.it

Quesito n. 1

“Io ho una laurea specialistica in Giurisprudenza conseguita nel 2013. Ho già chiesto alla mia ex facoltà il piano di studi per capire quali esami devo colmare per avere tutti i crediti che servono per partecipare al concorso ordinario.

Nel caso riuscissi a colmare questi esami  e avessi tutti i crediti, i 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, sono comunque da ottenere? “

La risposta è affermativa: il requisito di accesso completo è laurea con piano di studi per l’insegnamento (quindi con tutti gli esami/CFU richiesti dal Ministero per accedere a quella classe di concorso)  Controlla classi di concorso a cui puoi accedere con la tua laurea 

+ i 24 CFU in Discipline  antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Quesito n. 2

Posso partecipare anche nella classe di concorso Tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali per cui tra i requisiti di accesso c’è scritto che va bene qualsiasi laurea? Anche in questo caso devo ottenere i  24 CFU?“ Posto che i 24 CFU/CFA vanno acquisiti come titolo di accesso per qualsiasi laurea, l’accesso alla classe di concorso Tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali  è aperta a “qualsiasi laurea” ma “purché congiunta all’accertamento dei titoli professionali. L’accertamento dei titoli professionali viene effettuato dall’apposita commissione nominata dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale competente per territorio.” (vedi nota 2) Corso di preparazione al concorso ordinario secondaria I e II grado Quesito n. 3

“Vorrei una info in merito ai 24 CFU. Io ho i seguenti titoli di studio: 

  • diploma sociopsicopedagogico
  • laurea triennale in educazione professionale (Scienze della formazione)
  • laurea magistrale/specialistica in Programmazione e gestione dei servizi educativi

Mi chiedevo se è necessario acquisire questi punti visto che ho conseguito esami di pedagogia, psicologia e sociologia di ogni genere?

La normativa che regola i 24 CFU è il decreto del 10 agosto 2017, n. 616.

I 24 CFU potranno essere acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare.

A decidere se il curriculum di studi è conforme a quanto richiesto come titolo di accesso al concorso ordinario è l’Università.

Il corretto conseguimento dei 24 crediti e il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti dal DM 616/2017 – scriveva il Miur ad aprile 2018 – (con indicati insegnamenti, altre attività formative, SSD, voti e CFU/CFA) deve essere certificato da una istituzione universitaria o AFAM. La certificazione è necessaria ai fini della partecipazione al Concorso docenti.

Pertanto il piano di studi completo deve essere sottoposto alla valutazione dell’università, che certificherà l’acquisizione dei 24 CFU o le eventuali integrazioni.

Concorso a cattedra. 24 CFU: tabella Miur su come conseguirli e come certificare quelli già conseguiti

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Assunzioni 2020 con “chiamata lampo” in altra regione ma vincolo cinque anni. Esclusi docenti GaE

4 ore 10 min fa

A prevederlo è il decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 1° ottobre e adesso trasmesso al Parlamento per il dibattito.

La norma è stata pensata per ridurre il rischio che anche il prossimo anno scolastico – come già avvenuto nel 2018 e 2019  – possano rimanere scoperti posti sui quali il MEF ha autorizzato le assunzioni.

La norma riguarderà esclusivamente le assunzioni per l’anno scolastico 2020/21 e interesserà sia la secondaria che infanzia e primaria.

Per queste assunzioni con “chiamata lampo” saranno utilizzati posti vacanti e disponibili residui dopo le normali procedure di attribuzione dei posti.

Come si tradurrà in pratica questa previsione lo ha spiegato il Sottosegretario Lucia Azzolina qualche giorno fa a RadioCusanoCampus 

A settembre 2020, dopo le immissioni in ruolo, gli Uffici scolastici faranno una “call veloce”, di 7 – 10 giorni. I docenti, volontariamente, potranno proporsi. Dopo le assunzioni quella particolare graduatoria scomparirà.

Esclusi i docenti delle GaE

L’intesa siglata il 1° ottobre da Miur e sindacati prevede invece “consentire ai vincitori e agli idonei dei concorsi banditi nel 2016 e nel 2018 e agli iscritti nelle GaE, su base volontaria, di indicare una regione/provincia diversa nella quale essere immessi in ruolo, sui posti che rimarranno vacanti e disponibili a settembre 2020, dopo lo scorrimento delle graduatorie in questione”.

Non è ancora chiaro se l’esclusione dalla procedura dei docenti delle GaE sia di natura tecnica o politica.

Anche se numerosi di questi docenti sono comunque inseriti anche nelle graduatorie dei concorsi, non va sottovalutata la loro mancanza nella stesura del decreto.

Vincolo cinque anni

I docenti neoassunti dall’a.s. 2020/21 saranno sottoposti al vincolo del Decreto Legislativo n. 59/2017 art. 13 comma 3

“Il docente è tenuto a rimanere nella predetta istituzione
scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri
quattro anni, salvo che in caso di sovrannumero o esubero o di
applicazione dell’articolo 33, commi 5 o 6, della legge 5 febbraio 1992, n.
104, limitatamente a fatti sopravvenuti successivamente al termine di
presentazione delle istanze per il relativo concorso.”

Quindi il vincolo sarà anno di prova + altri quattro anni. Esclusa la possibilità di trasferimento o assegnazione provvisoria.

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Precari IRC, i sindacati chiedono concorso straordinario

Lun, 14/10/2019 - 23:17

In particolare chiedono che la procedura “sia definita secondo le medesime modalità con le quali è stato affrontando il problema dei docenti precari abilitati di scuola secondaria e dei diplomati magistrali”.

La nota prosegue ” al fine di individuare soluzioni eque e legittime, le scriventi organizzazioni sindacali chiedono alla S.V. un incontro urgente per esporre gli indispensabili interventi a favore dei 12.000/15.000 docenti precari abilitati di religione lasciati privi di tutele e garanzie”.

nota

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Maltempo in Liguria: ecco le scuole chiuse domani 15 ottobre

Lun, 14/10/2019 - 22:54

Ecco dove rimarranno chiuse le scuole martedì 15 ottobre:

a Genova scuole aperte

scuole chiuse ad Arenzano, a Rossiglione, Tiglieto, Campo Ligure, Masone, Montoggio, Casella, Valbrevenna, Mignanego, Campomorone, Serra Riccò, Sant’Olcese, Davagna, Rovegno, Bargagli, Torriglia e Ceranesi.

A Savignone scuole aperte ma senza servizio scuolabus.

Scuole chiuse a Savona, Vado Ligure, Albissola Marina, Varazze, Celle Ligure, Albisola superiore, Bergeggi, Sassello, Quiliano.

Scuole aperte invece a Carcare, Cairo, Altare, Cosseria, Dego, Millesimo, Mallare, Calizzano.

Scuole chiuse in tutto il Levante, comprese Val d’Aveto e Val Fontanabuona, a Chiavari. Da Sestri Levante a Recco, tutti gli istituti di ordine e grado non effettueranno lezioni. Chiuse le scuole a Santa Margherita Ligure, Camogli, Avegno. A Sori saranno chiusi la Scuola dell’infanzia “G. Ghio”; l’Asilo nido “Gli Orsetti del Ghio”; il Cimitero del Capoluogo; tutti gli Impianti sportivi all’aperto. Restano aperte invece la Scuola Primaria e quella Secondaria, e gli altri impianti sportivi. Sempre a Sori il Servizio prelievi dell’ambulatorio mobile sarà regolarmente operativo.

A Leivi e Carasco le scuole rimarranno aperte.

Il Comune di Cogorno non ha emanato nessun provvedimento specifico per questa allerta.

Scuole aperte alla Spezia;

scuole invece chiuse in tutti i comuni della Val di Vara, Val di Magra, della riviera e del golfo;

scuole chiuse nelle Cinque Terre e nelle zone limitrofe: in particolare a Riomaggiore, Levanto, Deiva Marina, Vernazza, Monterosso, Framura, Bonassola.

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Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani: premio Nobel 2019 per la pace al premier etiope Abiy Ahmed Ali

Lun, 14/10/2019 - 22:43

La motivazione del premio così recita “per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea”.

Dichiarare i diritti umani, la pace e la democrazia in un contesto così difficile come l’Etiopia, territorio flagellato da mille problemi, è indispensabile: educare al dialogo, al rispetto, alla solidarietà, fin da giovanissimi, costituisce l’unico antidoto contro l’intolleranza cieca e la barbarie. Come afferma Margherita Hack: “Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.” 

Parlare oggi di Diritti Umani risulta essere fondamentale e costituisce un cardine per una società civile. L’educazione ai Diritti umani e alla Cittadinanza attiva è sinonimo di crescita di una comunità educativa all’avanguardia con i tempi e rappresenta la base di un corretto modus operandi nella società civile.

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani fa presente che quest’anno ha partecipato al Bando Monitor 440 con il progetto “D(i)ritti verso il Futuro” insieme all’ISI Pertini di Lucca (scuola capofila), l’ass. RF Kennedy Italia e una rete di scuole per la realizzazione della III Edizione Olimpiadi Digitali dei Diritti Umani, che ogni anno vede l’adesione di più di 40 scuole dal Nord al Sud d’Italia. Appena abbiamo notizie in merito aggiorneremo quanti ci seguono con interesse.

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Debiti formativi, a che servono se si promuove comunque…Lettera

Lun, 14/10/2019 - 22:34

Alle scuole medie, invece, nei primi giorni dell’anno scolastico gli alunni che hanno riportato una o più insufficienze in una o più discipline sono stati comunque ammessi alla classe successiva, ma poi a settembre hanno dovuto recuperare i debiti.

Che senso ha promuovere un alunno allo scrutinio finale di giugno e poi fargli recuperare i debiti nelle discipline in cui hanno riportato un voto negativo? Tanto vale sospendere il risultato della promozione a giugno e poi permettere all’alunno di recuperare le carenze nel mese di settembre. E se non supera le carenze fargli ripetere l’anno.

La nuova formula adottata ci sembra una vera e propria presa per i fondelli. Meglio allora ripristinare i tanto efficaci “esami di riparazione” che sono stati aboliti. Diversi alunni delle scuole medie che sono stati promossi a giugno con i debiti da recuperare a settembre, hanno anche preso in giro i professori perché li hanno apostrofati così: “Ci avete promosso a giugno, perché dobbiamo studiare durante le vacanze estive per recuperare i debiti formativi?”.

Infatti non hanno proprio senso questa promozione a priori per poi far recuperare i debiti a settembre? O si sospende il giudizio di promozione e si ripristina l’esame di riparazione seriamente e costringere l’alunno a studiare nei mesi estivi o altrimenti nulla. In siffatto modo il Miur certifica certe idiozie che non hanno alcuna ricaduta sugli alunni. Cerchiamo di far ridiventare la scuola una istituzione seria perché proprio siamo arrivati all’assurdo e tanto più al ridicolo.

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Le paritarie hanno bisogno di docenti abilitati. Lettera

Lun, 14/10/2019 - 22:22

C’è urgente bisogno di insegnanti abilitati per queste scuole! Io insegno in Lombardia, e posso assicurare che trovare un docente abilitato è impresa impossibile, soprattutto in alcuni classi di concorso (come le materie scientifiche). Le scuole paritarie allora sono costrette ad assumere i docenti non abilitati a tempo determinato, magari riassumendo le stesse persone anno dopo anno dato che sono valide. Questi docenti precari aspettano da anni di potersi abilitare!

Ma per il ministro noi non esistiamo. Secondo il ministro il concorso straordinario risolverà tutti i problemi del precariato, peccato che sia riservato solo a chi ha insegnato almeno tre anni nello stato. Noi docenti precari delle paritarie possiamo sperare esclusivamente nel concorso ordinario, ma si è pensato bene di inserire solo ora l’obbligo dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche anche per chi ha tre anni di servizio. Questa è veramente una doppia fregatura: non considerate il nostro servizio a pari livello degli insegnanti statali e cambiate di punto in bianco i titoli di accesso al concorso ordinario.

Mi dica lei ministro: cosa devo fare allora per abilitarmi? Insegno Fisica con passione da Settembre 2015, cioè appena dopo la fine dell’ultimo TFA, dopo un dottorato e anni nella ricerca scientifica. Da quando insegno ne ho viste succedersi varie di promesse: terzo ciclo del TFA, FIT, concorso ordinario abilitante (quello che doveva uscire a luglio), PAS… tutti finiti in un nulla di fatto. E no, non li ho presi i 24 CFU perché avevate detto che non erano necessari. Ora anche volendo provare a conseguire i 24 CFU non farei in tempo per l’uscita del bando. Tra l’altro personalmente neanche punto ad avere il ruolo nella scuola statale! Mi basterebbe potermi abilitare così da essere assunta a tempo indeterminato nella scuola paritaria dove, stimata, insegno da anni.

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CUB scuola: governo e sindacati dimenticano i diplomati magistrali

Lun, 14/10/2019 - 22:11

Le maestre di Lodi per esempio non sono state
salvate e, come loro, molte altre restano in balia degli eventi determinati da sentenze tra loro contrastanti.

Per queste lavoratrici si apre ora una fase assai problematica: non solo perdono il lavoro, ma non potranno neppure avere il sussidio di disoccupazione e dovranno accontentarsi di svolgere supplenze temporanee.
Ricordiamo che molte di loro hanno alle spalle numerosi anni di insegnamento, hanno consentito il funzionamento delle scuole, sono state apprezzate dai genitori e dai bambini, hanno ricoperto incarichi importanti nell’organizzazione didattica dei loro istituti, superato il periodo di prova e, paradosso ulteriore, potrebbero lavorare a pieno titolo nelle scuole paritarie.

La CUB Scuola Università Ricerca ha seguito con attenzione l’intera tortuosa vicenda legata al valore legale del diploma magistrale. Ha prima sostenuto convintamente la lotta delle maestre contro la sentenza del Consiglio di Stato e in seguito si è battuta per una clausola di salvaguardia che prevedesse, in casi come questo di Lodi, la conversione del contratto a tempo indeterminato in contratto al termine delle lezioni. Ma questa clausola è stata “dimenticata” dal recente Decreto “salvaprecari” e sostituita da un futuro “tavolo” di
concertazione.

Per questo esprimiamo oggi piena solidarietà alle colleghe di Lodi e alle future vittime della colpevole “distrazione” di chi ci governa e di chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.
Ribadiamo il nostro impegno per la risoluzione complessiva del precariato nella scuola che resta una delle rivendicazioni qualificanti del prossimo sciopero nazionale indetto da CUB, SGB, Si Cobas e USI-CIT per il 25 ottobre 2019.

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Quota 100: resta fino al 2021, ma il Governo pensa di ritoccarla

Lun, 14/10/2019 - 19:53

Di Maio e Crimi lo hanno già ribadito, la riforma Fornero ha già fatto il suo corso e non si torna indietro. Anche la Lega non concorda: Quota 100 deve restare fino al 2021.

Man forte a questa idea di conservazione fino a scadenza naturale è anche l’attuale ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

C’è però chi esprime una volontà contraria ed è la parte del PD che si è separata dal corpo principale: Italia Viva. La nuova formazione politica è capitanata da Matteo Renzi, contrario a Quota 100, ma anche la Boschi non è d’accordo.

Conte, però, ha già detto che qualche ritocchino si farà: il Governo sta lavorando per trovare una soluzione insieme ai tecnici del Mef.

Il Consiglio dei Ministri di stasera potrebbe già dirci qualcosa.

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Progetto Bimbinsegnantincampo” …competenti si diventa! – percorso ludico-motorio per la Scuola dell’Infanzia

Lun, 14/10/2019 - 19:32

La logica progettuale che lo sostiene è quella della didattica per competenze: le attività ludico-motorie, in esso presenti, sono tese a costruire, nei bambini dai 3 ai 5 anni, un bagaglio motorio ampio, composto da conoscenze e abilità che diventano competenze spendibili nella vita sociale e per tutto l’arco della vita, in un percorso in divenire di ricerca-azione.
Al progetto hanno aderito già dieci Regioni (Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Lazio, Marche, Molise, Abruzzo, Umbria e Friuli Venezia Giulia), con un elevato coinvolgimento di scuole e di bambini.

Le scuole interessate potranno aderire al progetto compilando, entro il 30 ottobre p.v. il modello di adesione reperibile sulla piattaforma
https://www.usrcalabriaunaregioneinmovimento.edu.it, ove è anche presente l’abstract del progetto.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio di Coordinamento per l’Educazione Motoria, Fisica e Sportiva dell’USR Calabria ai seguenti recapiti: mail: emfscalabria@istruzione.it; tel.: 0961 734479.

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by Dr. Radut